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mercoledì 12 novembre 2025

Il DX7 Torna Protagonista: DEVYA (Devis Simonetti) Reinterpreta "STJÄRNA" dei Depeche Mode con Strumenti Vintage

“STJÄRNA”: Il Nuovo Singolo di DEVYA, Un’Elegia Sonora Ispirata dalle Notti Stellari e dalla Passione Anni ’80 novembre 12, 2025 · Di digitronikscorporation - Musica.
DEVYA (Devis Simonetti) Pubblica “STJÄRNA”: Omaggio Strumentale ai Depeche Mode, Ora Disponibile su Bandcamp! Il progetto solista di Devis Simonetti, pubblicato da White Dolphin Records, reinterpreta un classico strumentale con il suono iconico del Yamaha DX7. [Lucca, 12/11/2025] – DEVYA, il progetto solista del musicista e produttore Devis Simonetti, è lieto di annunciare l’uscita del suo nuovo singolo digitale: una toccante cover di “Stjärna”, la gemma strumentale della band iconica Depeche Mode. Il brano è pubblicato da White Dolphin Records, l’etichetta indipendente di Simonetti. “Stjärna” (che in svedese significa “Stella”) è un brano evocativo, originariamente pubblicato come B-side del singolo “Little 15” nel 1988 e scritto da Martin L. Gore. Nonostante la sua natura di lato B, è considerato un cult tra gli appassionati per le sue atmosfere malinconiche e cinematiche. La scelta del brano non è casuale per Simonetti. L’artista ha rivelato che il vinile originale contenente “Stjärna” fu uno dei primi dischi acquistati negli anni ’80, un periodo fondamentale per la sua formazione musicale. “È un brano che mi ha sempre accompagnato e ispirato. L’atmosfera che crea mi ha sempre riportato alle serate passate a guardare le notti stellari. Volevo renderle omaggio mantenendone l’essenza emotiva, ma con il mio timbro sonoro.” La versione di DEVYA riporta in vita il sound elettronico classico attraverso una strumentazione fedele. La tessitura sonora è costruita attorno al timbro distintivo del sintetizzatore Yamaha DX7 (in versione VST), le cui sonorità FM sono centrali nella produzione. A questo si aggiungono i campioni dell’Alesis QS6 Quadrasynth, utilizzati per aggiungere profondità e texture vintage alla rilettura del brano. La produzione pulita e l’arrangiamento mettono in risalto la melodia ipnotica di Martin L. Gore, offrendo agli ascoltatori un’esperienza che unisce nostalgia e modernità. Link track BANDCAMP: https://whitedolphin.bandcamp.com/track/stj-rna-depeche-mode-cover

domenica 29 giugno 2025

Dagli Archivi del 2000: "Indja 2034", Il Brano di Devya Che Continua a Ispirare

Svelato “Indja 2034”: Il Brano di Devya che Ridefinì il Crossover tra Sitar e Sintesi Lucca, 29 Giugno 2025 – White Dolphin Records è entusiasta di annunciare la pubblicazione digitale di “Indja 2034”, un digital 45 di Devya che si rivela una straordinaria riscoperta. Registrato a Urbino nel lontano 2000 e all’epoca presentato alla leggendaria Salt Records di Robert Miles, questo brano emerge oggi come un faro di speranza e un’audace testimonianza di visione artistica. “Indja 2034” è un’opera che già all’inizio del millennio si proiettava nel futuro, sfidando le convenzioni sonore. Il brano è un’affascinante fusione dove il misticismo del sitar si intreccia con l’energia graffiante delle chitarre rock, creando un tappeto sonoro ricco di contrasti. Al centro di questa alchimia sonora troviamo l’uso del campionatore/sequencer Roland W-30, gestito con perizia da Devis, che plasma texture elettroniche avvolgenti e ritmiche innovative. Ciò che rende “Indja 2034” un’esperienza unica è il suo audace crossover: un dialogo inaspettato tra il suono ancestrale del sitar e le sfumature più profonde e innovative del synth-pop. Le influenze di band come gli Einstürzende Neubauten o i Depeche Mode del 1984 sono palpabili, non come semplici citazioni, ma come elementi strutturali che conferiscono al brano una dimensione sia oscura che sofisticata. Questa capacità di fondere mondi apparentemente distanti deve aver catturato l’attenzione di un pioniere come Robert Miles, che riconobbe in questo pezzo il potenziale di un suono che avrebbe anticipato i tempi. Un dettaglio cruciale che eleva ulteriormente la qualità di “Indja 2034” è il mix, curato con maestria da Massimo. La sua sensibilità ha saputo bilanciare perfettamente le diverse componenti, esaltando la profondità delle chitarre, la brillantezza del sitar e la precisione del Roland W-30, conferendo al brano una chiarezza e una potenza che ne sottolineano il messaggio. Nonostante le sue radici complesse e le influenze a tratti austere, “Indja 2034” è una canzone intrinsecamente speranzosa. Questa speranza non è didascalica, ma emerge dalla capacità del brano di trovare armonia nel contrasto, nella sua progressione inaspettata e nel senso di scoperta che scaturisce dall’unione di elementi così diversi. È un messaggio sottile ma potente: anche nelle sintesi più audaci, può emergere una luce. White Dolphin Records è onorata di riportare alla luce questo gioiello, offrendo al pubblico contemporaneo l’opportunità di riscoprire un capitolo fondamentale della discografia di Devya. “Indja 2034” non è solo un brano, ma un’esperienza d’ascolto che connette passato, presente e futuro, un potente promemoria di come l’innovazione musicale non conosca confini temporali. Link Youtube : Etichetta : White Dolphin Records

domenica 15 giugno 2025

"All You Need Is AI" is the new video and single from ARBEITER!

Released and distributed to digital music stores by the White Dolphin Records label, "All You Need Is AI" is the new video and digital 45 from the electronic trio ARBEITER. Taken from the WDR 38 Compilation M.E.T.A.D.A.T.A. Deluxe, "All You Need Is AI" is a futuristic soundscape, the latest effort from Arbeiter, a project that fits well into White Dolphin Records' eclectic and always stimulating catalog. The title itself is a statement of intent, an exploration of the increasingly close relationship between humans and artificial intelligence, translated into an electronic language that pulses and evolves track after track. The trio's work ranges from pulsating and cold rhythms to warmer, more reflective synthetic melodies, questioning AI's impact on our existence. You can expect meticulous sound design, a hallmark of Arbeiter and White Dolphin Records' productions, with particular attention to creating dense and evocative atmospheres. Considering their participation in compilations like 'ASIMOV IS NOT DEAD,' Arbeiter likely articulates elements of experimental and "live" electronics with a sharp edge that captivates the listener. 'All You Need Is AI' promises to be a stimulating sonic journey, an immersion into the potential and anxieties of an era partly dominated by artificial intelligence. This is a recommended listen for those seeking electronic sounds that go beyond simple "performance," offering food for thought and an immersive sound experience.
"All You Need Is AI" is an Arbeiter track entirely produced without the use of virtual instruments, all handmade like in the old days. The following were used for this purpose: Drum Machine: Roland TR-909 Synths: Roland SH-101, Arturia Microfreak, Korg Volca Keys Bass Line: Dave Smith Tetra, Korg Volca Bass. The track's title is a provocative warning, as the group's founder Franzon states: "AI is a tool, not the flattery of a replacement for you. Looking for personal advice? The wonder of discovery? The pleasure of trying and failing? Turn to humans." What makes 'All You Need Is AI' particularly fascinating is its genesis: a track entirely created without the aid of virtual instruments. Arbeiter has embraced a hands-on approach, a return to the roots of electronic music with instrumentation that includes classics like the Roland TR-909 drum machine, which certainly gives the track a powerful and recognizable rhythm. The sound of the Roland SH-101, Arturia Microfreak, and Korg Volca Keys synths promises a rich sonic palette of textures and colors, ranging from incisive melodic lines to enveloping soundscapes. The solidity of the bassline is entrusted to the Dave Smith Tetra and Korg Volca Bass, ensuring deep and pulsating rhythmic dynamics. The track's title, 'All You Need Is AI,' reveals itself as a provocative warning, as emphasized by Arbeiter themselves. Far from being an uncritical celebration of technology, the piece serves as a caution against the temptation to consider AI a substitute for authentic human experience. The choice to create a track with physical instruments, 'like in the old days,' reinforces this message: the importance of the human touch, tangible experimentation, and the possibility of 'trying and failing' as sources of true discovery and wonder. 'All You Need Is AI' thus promises not only to be a stimulating sonic journey, an immersion into the classic sounds of analog electronics revisited in a contemporary key, but also a reflection on the nature of creativity and the irreplaceable value of human interaction. A recommended listen for those seeking authentic electronic sounds, rich in meaning, and crafted with the passion and mastery of those who still believe in the power of 'real' instruments. Link video : About Arbeiter Arbeiter is an electronic trio that offers live sets and productions built entirely on analog and digital machines, without the use of any laptop. Drum machines, synthesizers, and anything else connectable via MIDI or control voltage combine to form a unique and powerful sound. Improvisation, in jazz terms, inherent in their approach to electronics, has distinguished their sound, which lies somewhere between techno, house, electro, and much more. The Arbeiter trio consists of Dave Octave, Professor Paolo Uanza Franzon, and Luca "Jama" Zuccato. They have released music for Mozzarella Recordings (Francesco Brini) and various compilations for Funeral Records Autoproduction (Alessandro Vezzoni) and White Dolphin Records (Devis Simonetti), also collaborating with various international artists, DJs, and bands.

lunedì 8 giugno 2020

Si chiama "140420/Upset", il digital 45 d'esordio dei Michellanea! - @whitedolphinrecords

Michellanea 140420/Upset - Digital45 - Promo



La Net Label White Dolphin Records ha rilasciato negli store online il nuovo digital 45 dei Michellanea. Progetto elettronico “soft – touch” con base a Milano, i Michellaneaesordiscono con la traccia strumentale electro dark  “140420” nella WDR Compilation 2020(Various Artists). Il nuovo released include il singolo e il bellissimo bonus item  B/side “Upset“.
WDR-Compilation-2020

La purezza senza contaminazioni di un suono darkwave  e metropolitano , trasforma il furore degli arpeggiatori di “140420” in una linea chiara quanto essenziale accompagnata da melodie sintetiche intriganti e notturne.
Michellanea Art Cover 140420/Upset

Il b/side “Upset” ,esprime un “mood”. Un modo di essere dettato dall’ascolto di sonorità cosiddette “introspettive”, quelle che invitano a guardarsi dentro. E proprio questa capacità di assorbire ogni luce e restituire solo ombre  dell’incertezza di un futuro, sono messe in musica. Cosa vede quell’ombra che si stende nella metropoli, o meglio che si stende nella rete globale odierna? Lo scopriremo continuando ad ascoltare questi suoni!
BIO :
Michellanea progetto musicale con base a Milano é un concept work sentimentale dall’ entità ambigua. Razionalità – Istinto – Intimismo – Luce , sono parti di una visione in continuo divenire.
Link digital 45 & B/side : 140420/Upset
Etichetta : White Dolphin Records

Contatti:

Facebook: Michellanea 

giovedì 21 marzo 2019

Crasto - “Griselda”: dalla periferia di Milano un nuovo trapper nel panorama musicale italiano

Il giovane rapper attraverso la sua esperienza personale parla ai coetanei con un brano che usa il loro stesso linguaggio per raccontarsi senza falsi moralismi.
In radio dal 15 marzo.


crasto


«Il singolo “Griselda” nasce innanzitutto da un sentimento di soddisfazione per aver raggiunto i miei obiettivi personali, ed è quindi fortemente autocelebrativo. Penso che l’autocelebrazione sia una componente fondamentale della musica trap, e dal mio punto di vista non va presa come spocchiosità o presunzione, e vi spiego perché: chi produce questo genere di musica viene da contesti urbani poveri, e non nasconde ciò, anzi decide volutamente di mostrare al mondo quello che lui è riuscito ad ottenere pur provenendo da ambienti che non regalano molte opportunità di successo o di guadagno. Quindi è un tipo di musica fortemente motivazionale, perché ti fa capire veramente che non ci sono scuse, e che se ce l’ha fatta un ragazzo qualunque ce la possono fare tutti, basta metterci dedizione e impegno. Questo è ciò che mi ha sempre attirato di questo genere musicale, e pur io non provenendo da una famiglia disagiata, anzi direi quasi benestante, l’energia e la voglia di rivalsa mi hanno sempre affascinato. Penso che questi siano sentimenti che debbano coltivare tutti, non solo chi proviene da situazioni difficili». Crasto

Il trapper della periferia milanese utilizza quindi la sua musica come un doppio specchio che, riflettendo la propria esperienza, riesce a far riflettere anche molti giovani cresciuti in contesti come il suo. È però bandito ogni tipo di intento moralizzante: Crasto infatti si limita ad utilizzare il proprio vissuto per consigliare ed indicare strade alterative, non nascondendo mai la consapevolezza per cui non esistano soluzioni certe ed universali. Queste dinamiche dolci-amare vengono però subito smorzate dalla grande carica energetica del sound che sembra quasi voler bilanciare il tutto in un equilibrio precario finale giocato fra malinconia e speranza.        


Radiodate: 15 marzo 2019
Autoproduzione


BIO
Crasto nasce nel 1993 ad Ivrea, una cittadina nella provincia di Torino. Nel 2006 arriva a Milano, nella periferia nord-ovest, catapultato quindi alle scuole medie in un ambiente che non gli era certamente familiare. Trova così nella musica un ottimo modo per stringere rapporti con i suoi compagni di classe. Inizia infatti in quegli anni ad interessarsi alla musica rap/hip hop. A 14 anni il suo primo Demo, chiamato “Dead-End Metropolis”, un prodotto altamente amatoriale ma che comunque denota una sua costanza nella produzione musicale. Nei tempi del liceo stringe amicizia con altri rappers della sua scuola, e inizia anche a dedicarsi al writing, entrando in una crew.
Ispirato da quello stile di vita un po’ borderline che stava seguendo decide di comprarsi l’attrezzatura necessaria per prodursi e registrarsi la musica autonomamente, e inizia così a chiudere da solo le tracce per un suo nuovo mixtape, aiutato dal fratello. Inizia a crearsi una situazione molto creativa, dove molti suoi conoscenti attirati da questa sua possibilità di produzione musicale decidono di cimentarsi ed improvvisarsi rappers, e il mixtape, chiamato “Milano-Dojo”, ha infatti una componente molto forte di spensieratezza e divertimento.
Purtroppo queste collaborazioni vengono interrotte nel 2010, dove Crasto, ancora minorenne, viene arrestato e si trova a dover scontare 6 mesi di domiciliari.
Dopo questo periodo, chiude un altro mixtape in casa chiamato “Rap A Domicilio” (un riferimento ironico alla sua situazione), che vede la collaborazione di suo fratello, l’unica persona che poteva incontrare in quel periodo e anche lui appassionato di rap. Scontato il periodo di permanenza in casa, Crasto termina anche “Milano-Dojo” e, finite le scuole superiori, spinto anche dai genitori che lo volevano il più lontano possibile dalle situazioni in cui era coinvolto, decide di andare a Londra a studiare presso una scuola di Audio Production, la Sae Institute.
Scopre che la città è una fucina di nuovi stili e generi musicali, e specialmente nel genere rap trova una serie di artisti a lui prima sconosciuti che influenzeranno moltissimo il suo stile successivo, sia a livello di slang, che a livello di tematiche. Nasceva infatti in quegli anni un sotto-genere della musica trap, chiamato drill, nato a Chicago, ma arrivato a Londra subito, mentre in Italia solo nel 2015.
Tornato in Italia nel 2014, pubblica in maniera costante delle sue nuove produzioni, talvolta prodotte da suoi amici, talvolta comprate da famosi produttori inglesi o americani.
Gira nel 2017 il suo primo video “Finesse”. Successivamente nel 2018 esce un suo secondo video “Lo Sto Già Facendo” e a fine anno la sua ultima uscita “Conan”. Tutti questi brani, compreso “Griselda”, più altri inediti, verranno poi raccolti in un mixtape in uscita quest’anno.

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sabato 16 marzo 2019

Crasto - “Griselda”: dalla periferia di Milano un nuovo trapper nel panorama musicale italiano

Il giovane rapper attraverso la sua esperienza personale parla ai coetanei con un brano che usa il loro stesso linguaggio per raccontarsi senza falsi moralismi.
In radio dal 15 marzo.

crasto

«Il singolo “Griselda” nasce innanzitutto da un sentimento di soddisfazione per aver raggiunto i miei obiettivi personali, ed è quindi fortemente autocelebrativo. Penso che l’autocelebrazione sia una componente fondamentale della musica trap, e dal mio punto di vista non va presa come spocchiosità o presunzione, e vi spiego perché: chi produce questo genere di musica viene da contesti urbani poveri, e non nasconde ciò, anzi decide volutamente di mostrare al mondo quello che lui è riuscito ad ottenere pur provenendo da ambienti che non regalano molte opportunità di successo o di guadagno. Quindi è un tipo di musica fortemente motivazionale, perché ti fa capire veramente che non ci sono scuse, e che se ce l’ha fatta un ragazzo qualunque ce la possono fare tutti, basta metterci dedizione e impegno. Questo è ciò che mi ha sempre attirato di questo genere musicale, e pur io non provenendo da una famiglia disagiata, anzi direi quasi benestante, l’energia e la voglia di rivalsa mi hanno sempre affascinato. Penso che questi siano sentimenti che debbano coltivare tutti, non solo chi proviene da situazioni difficili». Crasto

Il trapper della periferia milanese utilizza quindi la sua musica come un doppio specchio che, riflettendo la propria esperienza, riesce a far riflettere anche molti giovani cresciuti in contesti come il suo. È però bandito ogni tipo di intento moralizzante: Crasto infatti si limita ad utilizzare il proprio vissuto per consigliare ed indicare strade alterative, non nascondendo mai la consapevolezza per cui non esistano soluzioni certe ed universali. Queste dinamiche dolci-amare vengono però subito smorzate dalla grande carica energetica del sound che sembra quasi voler bilanciare il tutto in un equilibrio precario finale giocato fra malinconia e speranza.        

Radiodate: 15 marzo 2019
Autoproduzione

BIO
Crasto nasce nel 1993 ad Ivrea, una cittadina nella provincia di Torino. Nel 2006 arriva a Milano, nella periferia nord-ovest, catapultato quindi alle scuole medie in un ambiente che non gli era certamente familiare. Trova così nella musica un ottimo modo per stringere rapporti con i suoi compagni di classe. Inizia infatti in quegli anni ad interessarsi alla musica rap/hip hop. A 14 anni il suo primo Demo, chiamato “Dead-End Metropolis”, un prodotto altamente amatoriale ma che comunque denota una sua costanza nella produzione musicale. Nei tempi del liceo stringe amicizia con altri rappers della sua scuola, e inizia anche a dedicarsi al writing, entrando in una crew.
Ispirato da quello stile di vita un po’ borderline che stava seguendo decide di comprarsi l’attrezzatura necessaria per prodursi e registrarsi la musica autonomamente, e inizia così a chiudere da solo le tracce per un suo nuovo mixtape, aiutato dal fratello. Inizia a crearsi una situazione molto creativa, dove molti suoi conoscenti attirati da questa sua possibilità di produzione musicale decidono di cimentarsi ed improvvisarsi rappers, e il mixtape, chiamato “Milano-Dojo”, ha infatti una componente molto forte di spensieratezza e divertimento.
Purtroppo queste collaborazioni vengono interrotte nel 2010, dove Crasto, ancora minorenne, viene arrestato e si trova a dover scontare 6 mesi di domiciliari.
Dopo questo periodo, chiude un altro mixtape in casa chiamato “Rap A Domicilio” (un riferimento ironico alla sua situazione), che vede la collaborazione di suo fratello, l’unica persona che poteva incontrare in quel periodo e anche lui appassionato di rap. Scontato il periodo di permanenza in casa, Crasto termina anche “Milano-Dojo” e, finite le scuole superiori, spinto anche dai genitori che lo volevano il più lontano possibile dalle situazioni in cui era coinvolto, decide di andare a Londra a studiare presso una scuola di Audio Production, la Sae Institute.
Scopre che la città è una fucina di nuovi stili e generi musicali, e specialmente nel genere rap trova una serie di artisti a lui prima sconosciuti che influenzeranno moltissimo il suo stile successivo, sia a livello di slang, che a livello di tematiche. Nasceva infatti in quegli anni un sotto-genere della musica trap, chiamato drill, nato a Chicago, ma arrivato a Londra subito, mentre in Italia solo nel 2015.
Tornato in Italia nel 2014, pubblica in maniera costante delle sue nuove produzioni, talvolta prodotte da suoi amici, talvolta comprate da famosi produttori inglesi o americani.
Gira nel 2017 il suo primo video “Finesse”. Successivamente nel 2018 esce un suo secondo video “Lo Sto Già Facendo” e a fine anno la sua ultima uscita “Conan”. Tutti questi brani, compreso “Griselda”, più altri inediti, verranno poi raccolti in un mixtape in uscita quest’anno.

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sabato 5 gennaio 2019

GUYS IN JEOPARDY “NOISY SILENCE” è il nuovo singolo della rock band pisana di giovanissimi


Il tema della perdita svelato dagli occhi di cinque ragazzi in un brano intenso e coinvolgente che resta in coerente equilibrio fra pop e punk-rock.

Una prima idea di “Noisy Silence” nasce verso gennaio 2018, in seguito alla perdita di un caro amico dei ragazzi della band:
«Abbiamo speso molto tempo per arrangiarlo, provando molte versioni diverse in studio insieme al nostro producer Gianluca Volpi, dato che volevamo trovare la formula perfetta per esprimere i nostri sentimenti al meglio. Il testo è espressione della nostra reazione alla mancanza di questo nostro amico, e delle difficoltà di stare senza di lui». Guys in Jeopardy

L’intento è quello di riuscire ad utilizzare giri di accordi ricercati, per non cadere nella banalità, e alternare parti in elettrico a parti in acustico per far rispecchiare il sound identificativo del gruppo con i sentimenti provati.

«Ogni membro della band ha un suo diverso background musicale, e quando componiamo ciò che viene fuori è sempre una fusione dei nostri generi preferiti che spaziano dal Punk Rock e Hard Rock, al Metal fino al Pop; questo nuovo singolo non fa eccezione». Guys in Jeopardy

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:



Autoproduzione
Radio date: 4 gennaio 2018

BIO

I Guys in Jeopardy nascono nel giugno 2015 per iniziativa di tre elementi della band: la chitarrista, il batterista e il chitarrista solista; a completare la band si aggiungono anche il bassista e la cantante. Dopo un periodo di studio e di confronto, sia a livello personale che musicale, la band prova ad esprimersi attraverso la composizione di brani inediti. In seguito, per far arrivare al pubblico le proprie idee, i Guys in Jeopardy, nella primavera del 2017, prendono parte ad Emergenza Festival (Festival Internazionale per band emergenti). La partecipazione a manifestazioni nazionali ed internazionali come il Talent Move nel 2016 ed Emergenza Festival nel 2017 ha contribuito a consolidare la band, spingendola a migliorare. Questa crescita ha portato i Guys in Jeopardy a lavorare per la realizzazione di un EP e di due videoclip musicali per aumentare la propria visibilità e trasmettere la propria musica. La band ringrazia tutti coloro che hanno reso ciò possibile.

I Guys in Jeopardy sono: Luca Ginanni (chitarra solista), Giosuè Cappello (batteria e voce), Lorenzo Falaschi (basso), Carolina Maffei (voce principale), Eleonora Chianese (chitarra ritmica).
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sabato 29 dicembre 2018

EFFEMME: il suo singolo d’esordio e’ “The last good day of the year” il successo mondiale dei Cousteau.



La cover è interpretata dalla giovane salentina, e proprio Davey Ray Moor ne risuona le memorabili note di tromba!

Progetto e collaborazione internazionale per Federica Memmola, in arte "effemme", che fa il suo esordio discografico con il primo lavoro "The last good day of the year". Il celebre brano, cantato originariamente da Cousteau, è stato reinterpretato in maniera emozionante e particolarmente intensa dalla cantante salentina che ha inciso la sua voce a Londra presso i prestigiosi studi di registrazione Abbey Road (dove hanno registrato gruppi come Beatles e Pink Floyd), coadiuvata dal suo produttore Giorgio Mongelli con l'ausilio di Chris Bolster, ingegnere del suono per Oasis, Foo Fighters, Maroon 5, Ozzy Osbourne, Paul McCartney, Take That e molti altri. Il brano originale fu un successo mondiale scritto e prodotto nel 1999 da Davey Ray Moor (producer australiano di base in UK),  ed ha come tema principale il famoso fraseggio musicale di "flugelhorn" che ha accompagnato per anni sigle e pubblicità di famosi marchi in tutto il mondo. E’ stato proprio lo stesso Davey Ray Moor che ha suonato nuovamente quelle iconiche note che rivivono grazie alla sua tromba registrata nella nuova versione cantata da "effemme" e prodotta da Giorgio Mongelli, l’eclettico Producer salentino che ricordiamo anche a fianco della celebre cantante internazionale Cheryl Porter (www.giorgiomongelli.com).

Intense le sessioni di registrazione di "effemme", che ha ricevuto un grande consenso da parte del songwriter Moor che si è complimentato sia per la sua bellissima voce, sia per la professionalità,  le doti tecniche, la musicalità e la perfetta pronuncia della lingua inglese. 

Il singolo di esordio di "effemme" è accompagnato dal videoclip che è stato girato interamente a Londra negli studi di registrazione Abbey Road ed in location esterne della metropoli con la regia, le riprese e il montaggio dello stesso Giorgio Mongelli.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:


"The last good day of the year" di "effemme" esce in promozione radiofonica nazionale su etichetta Flagship Records, casa discografica salentina attivissima su tutto il territorio nazionale e molto attenta a tutte le nuove realtà. www.flagshiprecordsmusic.com

BIO: Effemme talentuosa  cantante Tarantina,  coltiva la sua passione per il canto sin da giovanissima. Nel 2016 si trarferisce a Lecce dove comincia ad intraprendere seriamente gli studi musicali e attualmente studia con la cantante e vocal coach Cheryl Porter.
Nel 2018 vince il premio inedito durante il concorso di canto “Note e voci dal Salento” assegnato dal  Produttore Giorgio Mongelli con il quale intraprende un percorso discografico che la avvierà alla sua carriera da cantante solista.
Federica è vocalist del gruppo RagnaRock con il quale ha partecipato ad uno dei più grandi festival europeri: “La notte della Taranta”. Sempre con i Ragnarock, a settembre 2018, ha partecipato su RAI UNO durante la trasmissione Linea Verde che ha ottenuto uno chare di oltre 2.600.000 spettatori. Attualmente è al lavoro sugli inediti che andranno a comporre il suo nuovo album.

instagram: effemme_music