giovedì 28 marzo 2019

FANCE: “SENZA PIETÀ” è il singolo autobiografico del cantautore umbro che anticipa l’album “indeed” in uscita a fine aprile

Il brano alternative rock scava nell’intimità del percorso personale dell’artista che lotta da sempre con delle allucinazioni uditive.
Sarà la musica a rilegittimare la sua libertà.


Senza pietà è l’espressione di un disagio causato dagli acufeni di cui ne soffro da oltre 20 anni. A causa di ciò, ma anche soprattutto grazie a questi continui ed estenuanti ronzii, mi sono avvicinato alla musica in modo più massiccio che mai: in particolare alla chitarra prima, al basso ai sintetizzatori e batteria poi, che mi hanno dato e mi stanno dando tantissimi stimoli e creatività”. Fance

Gli acufeni con cui Fance convive vengono rappresentati come una entità vicina e conosciuta con la quale lui stesso dialoga, ma sono descritti anche come casualità fragili davanti alla bellezza della vita. Tale allucinazione uditiva, finora incurabile, lo ha però aiutato a forgiare il carattere ed a superare molte difficoltà facendolo proiettare in un alter ego dalla grande forza creativa.

Il video rispecchia in pieno la genialità di Nicholas Baldini, il videomaker che ha saputo cogliere a pieno tutto il fastidioso malessere e a rappresentarlo in delle immagini cucite perfettamente addosso alla musica che le avvolge.

Guarda il video su YouTube:



Il singolo anticipa un progetto discografico che deriva da anni di bozze e testi messi in un cassetto che attendevano il momento giusto per uscire fuori e sprigionare nuove emozioni. Tutte le canzoni partono da un giro di chitarra e vestono un sound alternative new wave elettronico. Il disco intitolato INDEED rappresenta la focalizzazione di vari eventi della vita con tendenze introspettive che, in modo piuttosto decadente, da una parte criticano la fredda società del momento, ma allo stesso tempo si inchinano davanti alla dirompente forza dell’amore.

Radio-date: 29 marzo 2019
Pubblicazione album: aprile 2019
Autoproduzione

BIO

Lo stampo musicale di Fabrizio Fancelli in arte Fance, è radicato principalmente nella new wave elettronica anni 80’/90’ e si ispira a icone quali Depeche Mode, David Bowie, The Cure, Bauhaus e Joy Division. La sua originaria band “Mutazione” infatti parte proprio realizzando cover di questi ultimi. Il percorso di Fance è sempre però stato accompagnato da un parallelo progetto solista raccontato da oltre 30 canzoni inedite, in corso di revisione in base ai pensieri del momento e dall’influenza musicale, rivisitata e personalizzata. La continua ricerca di sonorità e l‘assiduo ascolto di gruppi emergenti nella scena internazionale, hanno indirizzato l’autore sempre verso una originalità di vedute, percepita sia nella musica che nei testi. Il sound di Fance è fortemente caratterizzato da forti cadenze di base ritmica e del basso preponderante che sono delineate da chitarre di differente “acidità” sempre corredate da una immancabile elettronica che talvolta accompagna delicatamente la canzone, mentre in altre la trasporta altrove con prepotenza.


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Roberto Casula: dalla Laurea in Ingegneria Mineraria alle cariche in Eni

Attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., Roberto Casula è originario di Cagliari. Dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria Mineraria, il manager entra in Agip S.p.A. In seguito ad altre esperienze professionali in Italia e all'estero, entra a far parte di Eni nel 2000.
Roberto Casula

Roberto Casula: gli incarichi in Eni S.p.A.

Di origini cagliaritane, Roberto Casula entra in Eni S.p.A. come Development and Production Coordinator. Questo incarico lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative per quanto riguarda le zone dell'Africa Occidentale e Centro-asiatiche. Diventa Department Manager nel 2000 per quanto concerne le operazioni in Iran. L'anno seguente ricopre il ruolo di Project Director per il progetto in corso a Teheran (Iran) denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 si occupa di Eni mediterranea Idrocarburi S.p.A. in qualità di Managing Director: la consociata con sede a Gela conduce attività di produzione ed esplorazione sul territorio siciliano. L'anno seguente svolge il medesimo incarico per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Torna in Italia nel 2007 per assumere la carica di Senior Vice President per la regione Sub-Sahariana. Si trasferisce l'anno successivo in Nigeria, dove diventa Chairman (Presidente) delle tre consociate di Eni situate nel Paese. Nel 2011 Roberto Casula diventa Executive Vice President con responsabilità sui territori di Africa e Medio Oriente, conseguendo ottimi risultati. Dal 2014 è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., con responsabilità in Italia sulla Direzione Tecnica e su ogni attività tecnico-operativa, di progetto e di Ricerca e Sviluppo.

Roberto Casula: formazione ed esperienza professionale

Roberto Casula completa il suo percorso di formazione con la Laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università degli Studi di Cagliari. In seguito, consegue l'abilitazione alla professione di Ingegnere e inizia la sua carriera in Agip S.p.A., dove riceve il ruolo di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento): si occupa del production test (prove di produzione) e del well logging (acquisizione dati) sui pozzi, per poi venire coinvolto anche in attività di reservoir modelling presso la società specializzata Beicip - Franlab a Sophia Antipolis (Antibes, Francia). Nel 1992 si trasferisce a Luanda, presso la consociata Agip Angola Ltd, in qualità di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer. Nel 1994, Roberto Casula diventa Chief Development Engineer. Torna in Italia tre anni più tardi per ricoprire l'incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Milanese.

lunedì 25 marzo 2019

ANDREA DONZELLA - “SE TORNERAI”

IN RADIO DAL 22 MARZO IL SECONDO BRANO ESTRATTO DALL’ALBUM

“MASCHERE”

Il viaggio nel soft-rock ispirato agli anni ‘70/’80 raccontato dal disco fa tappa in uno dei singoli più intensi e forti della track list.

“Se tornerai” è un grido d’amore che affronta la sofferenza causata da un abbandono improvviso:

«Un urlo feroce che arriva perché chi ti ha lasciato frettolosamente, infondo vorrebbe misurare il tuo amore, la tua disperazione…e tu innamoratissimo, ma consapevole di questo, non ti opponi, la lasci andare. E se non torna? Probabilmente, non c’era nulla di grande per cui lottare». Andrea Donzella

“Maschere”, pubblicato il 14 dicembre 2018, racchiude otto brani, scritti da marzo 2017 a gennaio 2018, che rappresentano il bisogno dell’artista di raccontare frammenti ed emozioni della propria vita, focalizzandosi in particolare sulle anomalie che si innescano nei rapporti. Questo disco è un fermo immagine che permette all’autore di mettere a fuoco tutti i particolari di quei momenti che lo hanno segnato, sia direttamente che indirettamente.

«Il punto comune fra tutti i brani è quello che comunque, per mantenere un equilibrio nel socializzare con gli altri, devi per forza applicare dei filtri che quando sono lievi si possono catalogare in un fac -simile di educazione, ma quando si appesantiscono modificano nettamente un tuo pensiero e la tua personalità. Il titolo “MASCHERE” rimanda al non mostrarsi completamente per paura di non piacere». Andrea Donzella

DICONO DI “MASCHERE”

“Da una parte la melodia sempre attenta e attentamente curata e dall’altra quel bellissimo suono e arrangiamento di chitarre elettriche che denota ascolti ben altrove della produzione leggera italiana”. Blog Music

“Andrea Donzella in piena maturità artistica pubblica Maschere, che non lascia spazio ad altre interpretazione, filosofiche quanto estetiche. Pop anni'70 assai interessante!” Musical News

“Un album di otto canzoni semplici all’ascolto, scritte con la propria vita su carta”. Music Map

“L’amore (in senso non solo estetico ma anche contemplativo) torna ad essere l’ispirazione di questo lavoro di pop leggero macchiato con mestiere da velati richiami di rock. Classicismi a cui non siamo più abituati”. Music Letter 

Autoproduzione
Radio date: 22 marzo 2019
Pubblicazione: 14 dicembre 2018

BIO

Andrea Donzella nasce a Palermo il 12 Maggio 1967 ma cresce a Milano. A soli 5 anni scopre la passione per il pianoforte, amore che però vivrà segretamente e in maniera intima, senza mai esibirsi in pubblico.
I suoi gusti musicali spaziano da Supertramp, Alan Parson, Toto, Simply Red, attingendo quindi in larga scala negli anni ’80.
Scriverà decine di canzoni e al suo 50° compleanno, grazie ad un suo amico musicista che gli permetterà di conoscere un Maestro arrangiatore, inciderà il suo primo CD “Una Parte di Me”, che resterà però chiuso nel cassetto. Ma proprio grazie a questa prima esperienza, maturerà l’ispirazione per scrivere e comporre tra il 2017 e il 2018, otto nuovi brani che daranno luce (pubblica) all’album “Maschere”.



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Claudio Machetti, l’iter professionale del dirigente Enel

Claudio Machetti opera in qualità di dirigente all'interno del Gruppo Enel da circa due decenni: attualmente è a capo della Global Trading Business Line della società.
Claudio Machetti

Claudio Machetti: gli studi superiori in Statistica e le prime esperienze lavorative

Claudio Machetti nasce a Roma nel 1958. Dopo la maturità classica al liceo "Tito Lucrezio Caro", nel 1982 consegue anche la laurea in Statistica all'Università La Sapienza. Il suo primo lavoro è dell'anno successivo, quando si trasferisce a Milano come impiegato nell'ufficio locale del Banco di Roma. Due anni dopo però è di ritorno a Roma, sempre in qualità di impiegato, ma alla Direzione Centrale del Banco: in questa nuova veste ha il compito di studiare il merito di credito delle più grandi realtà industriali del Paese. In seguito, si specializza nell'equity, iniziando a rivestire il ruolo di funzionario presso la Direzione Finanziaria: è qui che ha sotto controllo l'offerta pubblica iniziale di numerose realtà quotate in Borsa. Nel 1990 è designato vice direttore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, ma è due anni dopo che c'è un primo shift nella sua carriera. Nel 1992 infatti entra a far parte di Ferrovie dello Stato. Qui Claudio Machetti ricopre inizialmente il ruolo di Dirigente Responsabile dell'unità Mercati Finanziari e successivamente di Direttore della Finanza Operativa. In questo periodo nasce inoltre Fercredit, società leader del comparto captive dei servizi finanziari che viene da lui lanciata, insieme ad altri, sul mercato. Di questa realtà sarà anche Amministratore Delegato.

Claudio Machetti: l'ascesa al top management di Enel

Claudio Machetti entra in Enel in un primo momento in qualità di Responsabile dell'Area Finanza, operativo nella gestione del debito, della tesoreria e delle assicurazioni; in seguito contribuisce attivamente al lancio della società finanziaria Enelfactor, di cui è anche nominato Amministratore Delegato. Quasi in contemporanea, fonda Enel Insurance, compagnia captive assicurativa del Gruppo della quale è Presidente fino al 2014.
Sempre in quell'epoca diventa presidente dei fondi pensione del gruppo, Fondenel e Fopen. Nel 2005 è Direttore Finanziario Enel: in questa veste è inoltre responsabile delle operazioni di fusione e acquisizione e delle relazioni con gli investitori. Claudio Machetti è inoltre membro dei board di numerose realtà consociate, tra le quali si possono menzionare anche Wind Telecomunicazioni, Terna ed Endesa. Tra il 2007 ed il 2009 partecipa alla gestione dell'acquisizione di Endesa ed all'aumento di capitale di Enel. Dal 2009 è a capo della direzione Risk Management, creata con l'obiettivo di gestire i rischi aziendali di tipo finanziario, creditizio, industriale, assicurativo e delle commodities. Successivamente, arriva ai vertici della Global Trading Business Line del Gruppo. Tra i compiti che questa posizione comporta sono da segnalare quello di gestione dell'approvvigionamento di fonti energetiche come carbone, gas naturale e combustibile e quello di gestione dei mercati all'ingrosso di gas ed energia elettrica nei luoghi in cui è presente il Gruppo. Dopo essere diventato Presidente del board di Enel Trade, nel 2015 Claudio Machetti è scelto nuovamente come Presidente di Fondenel, il Fondo Pensione Dirigenti della multinazionale italiana.

sabato 23 marzo 2019

ANDREA GIRAUDO - “LA CLESSIDRA”: DOPO IL SINGOLO “LA GUARIGIONE” ARRIVA IL SECONDO BRANO ESTATTO DALL’ALBUM “STARE BENE”

Il disco - uscito a gennaio 2019 - che esprime una personale ricerca di armonia, di semplicità e di condivisione, si arricchisce di un nuovo tassello musicale.


“La clessidra” è un riuscitissimo "esperimento" tra un testo molto riflessivo e una musica estremamente allegra. Canzone quasi Brechtiana.

Stare bene” è un album che si affaccia al 2019 invitando gli ascoltatori a lasciarsi andare al suono della musica. La musica, metafora del benessere, viene evocata da Andrea Giraudo come espressione del connubio fra la semplicità delle sette note e la piacevole complessità dell’espressione artistica. Un invito a partecipare all’armonia della musica e delle parole promuovendo un recupero di quelle espressioni semplici che producono serenità. “Stare” è un verbo della prima coniugazione. Semplice, basilare, foriero di mille costruzioni. L’aggiunta di “bene” fornisce una colorazione immediata per chi canta, per chi ascolta e per chi vuole stare ancora meglio cantando con l’artista. Andrea Giraudo ci mette del suo. L’intento è quello di “star bene” nonostante le difficoltà, i problemi le piccole e le grandi miserie quotidiane.

«La musica non fa guarire. È la musica che mette a disposizione gli strumenti per guarire» Andrea Giraudo.





DICONO DI “STARE BENE”

“Stare bene è un lavoro dotato di una scrittura arguta, confezionato in maniera semplice ma non per questo demodè, in cui questo simpatico cantautore si diverte ora a giogioneggiare, ora a indossare i panni dell’elegante chansonnier”. Rumore  

“Stare bene è un disco di tante forme e stili diversi, è la faccia sorridente di un artista che ci sa fare tanto comunque lontano dai clichè”. Raro Più

“Malinconica allegria”. Rockerilla

“Andrea Giraudo è un artigiano della musica non omologato agli stilemi del mainstream, ma piuttosto delle radici ben piantate nella migliore canzone d’autore italiana”. Blogfolk

“Questo album è una miscela di rock, pop, blues e tango argentino colorato da una voce potente, graffiante, sapientemente controllata che permette di spaziare tra i diversi generi senza difficoltà alcuna”. Music Mag

Radio date: 22 marzo 2019
Pubblicazione album: 18 gennaio 2019
Etichetta: Rossodisera

BIO

Non omologato all'interno di un filone stantio o troppo nuovo. Proiettato dal pianoforte verso il pubblico. Confermato dal labiale e dal piedino di chi ascolta, restituisce sonorità con il calore di una voce roca che rimanda a suoni profondi. La musica e la parole di Andrea Giraudo sanno catturare e avvolgere lo spettatore nella rete magica dell’emozione.
Negli anni di attività i suoi spettacoli hanno alternato esecuzioni altisonanti come quella del 2007 al palazzo reale di Aqaba in occasione del compleanno della principessa Bashma Hussein di Giordania a intime sonorità in locali di nicchia. Nato nel 1971 Andrea Giraudo ascolta la collezione musicale di famiglia, si appassiona al pianoforte, delizia già a 10 anni i genitori con La Patetica di Beethoven. Dura poco il rigore di allievo. La sonorità è nelle sue vene, nei profondi anfratti della sua mente e per questo abbandona gli studi musicali e lascia scorrere il suo talento.
Il pianoforte diventa la partenza per una rete di sentieri che si diramano dal tango argentino al pop melodico, al rock‘n’roll e tocca il suo vertice più elevato con l'amato Blues.
Coofondatore nel 1995 dei "Madai", formazione Rock-Blues che vince l'Heineken Tour nel 1996.
Il percorso musicale di Andrea Giraudo tende a esser più produttivo che interpretativo. Questo non impedisce di partecipare a Festival e Kermesse come "Pavese Festival, La Luna e i Falò" ad agosto 2016 a Santo Stefano Belbo. Dal mese di Ottobre 2016 collabora come ospite musicista al Teatro "CAB 41" di Torino, diretto da Gianpiero Perone.



Contatti e social


venerdì 22 marzo 2019

ESPOSITO “BICICLETTE RUBATE” è l’atteso album pubblicato da iCompany/luovo


Il cantautore toscano lancia il disco, prodotto da Riccardo “Deepa” Di Paola, che traccia nuovi orizzonti della canzone d’autore italiana.
Esposito (cantautore toscano di chiare origini campane e di stanza a Milano) è già noto nell’ambiente alternativo nazionale per aver vinto due edizioni di Area Sanremo (2016 e 2017), per l’apparizione ad X Factor e per la partecipazione al Concertone del Primo Maggio 2018. Esposito è anche autore per Warner Chappel e ha da poco firmato con iCompany per la produzione del suo prossimo album (“Biciclette rubate” – uscita prevista il 22 marzo 2019 su label luovo).

Voglio stare con te


Solo quando sei ubriaca


Le canzoni tristi


Diego


L’amore cos’è



Di recente il cantautore ha pubblicato - per iCompany/luovo - i brani e i video di “Voglio stare con te” (maggio 2018), “Le canzoni tristi” (settembre 2018) e “Diego” (ottobre 2018) ottenendo ampio gradimento dagli addetti ai lavori ed importanti feedback dal pubblico (oltre 100k ascolti Spotify 150k views YouTube) e “L’amore cos’è”. Ora è il turno “Solo quando sei ubriaca”. Questi 5 pezzi si vanno a sommare agli altri 5 che compongono lo scheletro musicale del disco “Biciclette rubate”.


ETICHETTA: luovo
DISTRIBUZIONE: Artist First
EDIZIONI: Warner Chappell
PUBBLICAZIONE ALBUM: 22 marzo 2019

BIO
Diego Esposito, toscano per caso, nasce in un sabato d’agosto del 1986, fuori casa sua c’era il mercato.
Impara presto a camminare e a scrivere canzoni e nel 2017, con la produzione di Zibba, pubblica il suo primo disco “...È più comodo se dormi da me”.
Il suo percorso caratterizzato da numerosi concerti, ha modellato il suo modo di scrivere e lo ha portato a vincere il concorso Area Sanremo sia nel 2016 che nel 2017.
In quegli anni viene scelto per rappresentare il cantautorato italiano a Pechino per l’ambasciata italiana e scrive la colonna sonora dello Spettacolo “Something” in scena al Teatro “New Victory” of Broadway, New York. Dal 2017 firma come autore per Warner Chappell. Nel 2018 si esibisce al Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma e poco dopo firma con la iCompany.
Il singolo “Voglio stare con te” inaugura il nuovo percorso di Esposito, con la produzione artistica di Riccardo Deepa Di Paola, per l’etichetta luovo, al quale segue “Le canzoni tristi”. Il 18 ottobre 2018 viene pubblicato il singolo “Diego”. Il 29 novembre 2018 è il turno del singolo “L’amore cos’è”. L’11 marzo 2019 “Solo quando sei ubriaca” anticipa il disco “Biciclette rubate” in uscita il 22 marzo.

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Fb Esposito www.facebook.com/DiegoEspositoOfficial/
Ig Esposito https://www.instagram.com/iosonoesposito/
Spotify Esposito http://bit.ly/EspositoSp

luovo: https://luovo.icompany.it
iCompany: https://www.icompany.it/

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RITA ZINGARIELLO: “IL GIOCO DELLA NEVE” IL NUOVO VIDEO DELLA CANTAUTRICE PUGLIESE PRESENTA IL QUARTO ESTRATTO DAL DISCO “IL CANTO DELL’APE”


Un video a ritmo di tango racconta incertezza e dubbi che congelano la volontà della protagonista come sotto una fitta nevicata.

“L’indecisione può renderci invisibilmente immobili, come fossimo sommersi da neve soffice e gelida insieme.  Chi o cosa potrà sciogliere questa immobilità è celato tra i passi inaspettati di un tango.” Rita Zingariello
.




Diretto da Dalia Gravela (come i precedenti “Amsterdam” e “Il canto dell’ape”) e girato presso il TeatroPAT Puppets and Actors Theater, il video elegante e ironico coinvolge ballerini e la stessa Rita Zingariello in un tango passionale accompagnati dalla marionetta di gommapiuma Margot.


Credits
Regia e sceneggiatura: Dalia Gravela
Videografo: Rocco Figliuolo
Location: TeatroPAT Puppets and Actors Theater
Make-up: M•U•L di Giovanna Iacovone con Federica Ferraina
Attori: Tina Latorre, Marco Bileddo
Ballerini: Michele Lobefaro, Emanuela Benagiano, Giacomo Ancona, Anna Lisa Squicciarini, Saverio D'Ercole, Brunella Epifania


Il singolo è il quarto estratto dall’album “Il canto dell’ape”, un lavoro in cui la cantautrice prende consapevolezza di sé e diventa forte l’esigenza di raccontare l’epidermico piacere di fuggire l’ombra.

«Il disco è stato pensato a casa mia, dove spesso scrivo in solitudine per riordinare pensieri. E’ un’azione che, oltre a farmi stare bene, è diventata la mia unica e migliore psicoterapia.
Con questo disco ho svelato a me stessa dove sono arrivata e come ci sono arrivata.
Le canzoni sono nate con più penne, una chitarra e un pianoforte. Ho riempito fogli di parole e scarabocchi.  
Ai fogli che non sono finiti accartocciati è toccato di finire catalogati in uno schedario verde mela ad anelli, da cui ho poi scelto le undici tracce di questo album.
Quando sono stata convinta di liberare in volo le canzoni ho incontrato Vincenzo Cristallo, chitarrista amico, con cui ho condiviso l’avventura dei live del mio album precedente, “Possibili percorsi” e a cui ho deciso di affidare gli arrangiamenti di questo ultimo disco.
Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato l’album sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici (protagonista assoluta la chitarra), uniti ad un utilizzo minimale dell’elettronica.
La voce “pulita” e la semplicità dei testi, ci hanno condotto attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, di intimità e istintività, dove parole e melodie si sono contaminate con l’aria internazionale degli arrangiamenti.
Il vestito finale dell’album lo abbiamo confezionato nello Stones Lab Studio, dove la disponibilità e la professionalità di Leo Zagariello, che ha curato la ripresa del suono e di Angelo Nigro, che si è occupato delle programmazioni e della post-produzione del disco, hanno materializzato le nostre idee iniziali.
Il risultato è un progetto moderno, rivisitato in un’ottica crossover, in cui tanti sono i generi che si fondono con un’idea di partenza semplice ma al tempo stesso forte e di carattere». Rita Zingariello


DICONO DI LEI

Rita Zingariello è brava (…), in quest’album la sua voce, limpida e straordinariamente pulita, ha un risalto del tutto speciale.Francesca Incudine - Blow Up

“Dodici brani di pop d’autore, leggeri e ben concepiti, garbati e accattivanti, incredibilmente scevri da zuccherose leziosità. Deliziosamente fresco”. Rockerilla

(…) Una bella scrittura artigianale italiana, quella d’autore, (…) un lavoro di grandissimo spessore lirico e con una produzione assai interessante, che danza con naturalezza tra le pagine classiche ma anche tra le contaminazioni francesi, argentine, spagnole, da un bluegrass di slide guitar alle fisarmoniche da tango. Il pop made in Italy è anche e soprattutto questo, con scritture dalla forma canzone non sfacciatamente didattica e con un piglio assai personale e ricco di tantissima libertà espressiva”. LoudVision

Il progetto musicale della cantautrice pugliese ti cattura fin dalle prime note, e non si può che restare affascinati dalla dolcezza, dalla grazia, dalla semplicità e dalla gentilezza, con cui la voce di Rita Zingariello, cristallina e sincera, cattura sogni (…) facendoli rivivere nei testi delle sue canzoni”. Peppe Saverino - MusicMap


Etichetta: Volume!
Radio date: 22 marzo 2019
Pubblicazione album: 6 aprile 2018
BIO

Rita Zingariello nasce a Gravina in Puglia a cavallo tra il segno della Vergine e quello della Bilancia.
Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica ha reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice “È alba” segnerà l'inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è” e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e Castrocaro.
Negli anni seguenti sperimenta nuove collaborazioni avvicinandosi alla musica jazz con un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi.
Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”, con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”.
Nel 2015 e 2016 è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour. Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016). 
Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.
Nello stesso anno comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape” e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo avvia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti.
Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfounding di maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser, con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.
Il 6 aprile 2018 esce “Il canto dell’ape” che riscuote subito un enorme successo tra pubblico, critica e numerose radio. Il 4 maggio al teatro Forma di Bari, con tutto esaurito, Rita presenta l’album accompagnata dai 16 musicisti che con lei hanno registrato le 12 tracks del disco. Da maggio 2018 ad oggi è impegnata in un intenso tour di presentazione del disco in tutta Italia. Nel frattempo, riceve menzioni al Premio InediTo, Salone del Libro di Torino e al Premio Peppino Impastato.

Contatti social

Twitter twitter.com/rzingariello

TAURO IOVINO: “DI AZZURRO E CIELO” È IL NUOVO IRRIVERENTE SINGOLO DEL CANTAUTORE NAPOLETANO

Uno scanzonato brano pop esplora i territori fra sacro e profano.




Di azzurro e cielo” racconta la giornata di un personaggio alquanto bizzarro. Il ritornello conturbante descrive dai momenti del risveglio ai ricordi dell’incontro con la propria compagna in una serata di fine autunno, inizio inverno. L’atmosfera apparentemente fresca e leggera nasconde però un senso di nostalgia riguardante il fatto per cui in un mondo perfetto dove tutto scorre nella normalità, se manca la figura amata manca tutto.

“Di azzurro e cielo” è già disponibile sulle principali piattaforme di vendita digitale e di streaming.

«Quello che importa più di tutto non è dove si vuole giungere ogni volta che si parte, ma è tenere il cuore aperto lungo la strada che si percorre, perché esso è l'unico posto dove si troveranno le sorprese in grado di cambiarti veramente la vita. Perché la vita non è un punto d'arrivo, la vita è un viaggio infinito. Per me la musica è proprio come la vita. Quando scrivo il mio obiettivo è trasmettere emozioni. Ogni volta che mi viene in mente una frase, la scrivo subito su un foglio, senza perdere tempo, e da quella frase poi iniziano tutta una serie di emozioni dentro di me. La melodia che accompagna ogni mio testo nasce da sola, mi lascio trasportare dalle emozioni e quando chiudo gli occhi immagino di cantare la mia canzone insieme a migliaia di persone che vogliono cantare con me. E questa poesia non finisce mai. Le mie canzoni continuano anche dopo che sono finite. Le mie canzoni nascono da sole». Tauro Iovino


Etichetta: Top Records
Radio date: 22 marzo 2019

Tauro Iovino (Napoli, 25/04/1970), è un cantautore italiano.
Nato e vissuto a Napoli, in un quartiere artisticamente fortunato, a pochi passi dall’ abitazione del tenore Enrico Caruso, degli Audio2, Eduardo de Crescenzo e Nino Buonocore. Autore di testi, compositore e appassionato di canto scrive i suoi primi testi all'età di 13 anni, ispirato dai primi esordi di un giovanissimo Eros Ramazzotti. Nel 1989 si iscrive alla S.I.A.E. dove al termine delle due prove d'esame, concluse entrambe nell'arco di dieci minuti su un'ora, viene accolto dagli applausi degli esaminatori che lo definiscono "paroliere di getto".
Sempre nel 1989 partecipa al concorso canoro "Una voce per l'Europa" dove si piazza tra i primi finalisti. Ma non prosegue con le altre fasi del concorso per motivi di logistica, oltre ad avere due genitori che non credevano molto nella carriera musicale. Dal 1989 sceglie di restare dietro le quinte. Nel 1995 insieme a una coppia fratello/sorella forma la sua prima trio-band dal nome "Cupido Jazz", nome ideato da Tauro, con i quali si esibisce in locali e in serate di piano-bar. Tuttavia il nome non era attinente al genere Pop che suonavano. E così, dopo la partenza in America della componente solista femminile del gruppo, sempre per scelta di Tauro, la duo-band cambia il nome in "Just for Two". Nel 2016 la band si scioglie per scelta dell’altro componente del gruppo, e Tauro inizia la sua attività da solista.
Nel 2018 partecipa al Radio Music Contest, dove nella prima fase delle selezioni si piazza al primo posto con il singolo Life is one, be happy. In seguito comunica agli organizzatori l’abbandono del concorso a causa di un intervento chirurgico. Attualmente scrive per la Top Records di Milano con la quale pubblica il singolo “Di azzurro e cielo” a marzo 2019.


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