martedì 13 ottobre 2026

Dal ronzio di una lucidatrice nasce il beat di Vorwerk Electro

Un vecchio elettrodomestico, trasformato in impulso ritmico, è al centro di Vorwerk Electro, uscita firmata Ramkard Toys per White Dolphin Records. A 140 BPM, il brano unisce memoria domestica, scrittura in codice, chiptune da Game Boy e produzione elettronica attuale. Chi firma il progetto Dietro questa pubblicazione c’è Devis Simonetti, artista, sound designer e figura di ricerca della scena elettronica italiana. Il suo percorso si sviluppa in una zona di confine dove convivono musica, arte digitale, design e ingegneria del suono, senza separazioni nette. In questo quadro si inserisce RAMKARD Studio, fondato a Udine nel 2007 come spazio dedicato alla sperimentazione e allo sviluppo elettronico. È lì che prendono forma studi su strumenti musicali non convenzionali, hardware modificato e programmazione software, con progetti di rilievo come SynthBrick Beat. Una traiettoria coerente, costruita sull’idea che il suono possa nascere anche dove nessuno se lo aspetta. Accanto al laboratorio creativo si colloca White Dolphin Records, etichetta indipendente fondata e diretta dallo stesso Simonetti a Porcari, in provincia di Lucca, nel 2020. Il catalogo supera le 50 release e si muove tra elettronica, synth-pop, ambient, industrial e sonorità legate al retrogaming. Nello stesso perimetro si colloca anche RAMKARD Toys, startup e spin-off orientato alla progettazione e alla produzione di oggetti, giocattoli sonori ed esperienze che conservano un’anima retro e una vocazione tecnologica. Qui l’identità artistica non resta astratta, ma prende corpo in forme, dispositivi e immaginari riconoscibili. Dall’oggetto domestico alla materia sonora Vorwerk Electro è disponibile ufficialmente su Bandcamp per White Dolphin Records ed è pubblicato sotto il progetto Ramkard Toys. Il brano si colloca nel territorio dell’elettronica intesa come ricerca sul timbro, con una matrice concettuale precisa: l’universo acustico e meccanico di una vecchia lucidatrice per pavimenti Vorwerk. Il ronzio di taglio industriale, le vibrazioni metalliche e quella scansione percussiva, quasi ipnotica, vengono rielaborati fino a diventare un impianto musicale ad alta energia. È un passaggio netto: ciò che nasce come rumore funzionale si trasforma in linguaggio, ritmo e presenza fisica. La costruzione del pezzo si regge sull’incontro tra tre piani tecnologici distinti. Il primo è il Music Programming Language, nella forma di Strudel e del live coding, usato per generare e organizzare struttura, sequenze ritmiche e linee armoniche attraverso codice, algoritmi di sintesi e modulazioni di filtro ad alta precisione. Il secondo è il Game Boy, impiegato nella sua dimensione hardware a 8 bit: arpeggi e micro-glitch sulle alte frequenze arrivano direttamente dal chip audio DMG della storica console portatile Nintendo. Il terzo passaggio è Ableton Live, dove flusso di codice e tracce chiptune vengono importati, mixati, saturati e rifiniti per restituire il massimo impatto sonoro in ambito club. Una corsa ritmica senza tregua Il carattere del brano è dichiarato fin dal suo assetto metrico: 140 BPM, rigorosamente costruiti sui sedicesimi, in una progressione incalzante che non concede pause. La base si fonda su una sequenza continua affidata a un’onda quadra, con decay estremamente corto, inviluppo del filtro ad attacco immediato e un “colpo” metallico molto netto in apertura. Su questa trama interviene una saturazione analogica spinta, mentre una sinusoide in sub-ottava allunga il peso del suono verso il basso, dando profondità e corpo alle frequenze gravi. Il risultato è una struttura martellante, diretta, senza compromessi, costruita per colpire con precisione fisica. Sopra questa ossatura si inserisce un arpeggiatore in forma d’onda square e sawtooth, con risonanza marcata in chiave TB-303, capace di creare una tessitura acida, tagliente e dal tratto quasi fantascientifico. Ne nasce un paesaggio sonoro cibernetico che richiama atmosfere distopiche e futuriste degli anni Ottanta. A completare il quadro arriva un terzo livello, ancora più acuto, composto da arpeggi casuali a 8 bit in ambito chiptune, trattati con uno slicer digitale e con un panning dinamico aleatorio nello spazio stereo. In questo continuo scatto laterale si riconosce il tipico effetto “balbettio” dei videogiochi vintage, qui piegato a una funzione ritmica e percettiva. Uscita, formati e riferimenti I crediti della pubblicazione sono lineari: il titolo è Vorwerk Electro, l’artista e progetto è Ramkard Toys, cioè Devis Simonetti, mentre l’etichetta è White Dolphin Records. La distribuzione è prevista in digital download e streaming, con disponibilità nei formati FLAC, MP3 e WAV. L’ascolto e l’acquisto passano da Bandcamp, piattaforma scelta per l’uscita ufficiale del brano. Una cornice essenziale e coerente con la natura del progetto, che concentra l’attenzione sul suono e sul percorso tecnico che lo ha generato, senza disperdere il centro della proposta. Per quanto riguarda i riferimenti operativi, i contatti stampa e l’infoline fanno capo a White Dolphin Records e RAMKARD Studio. È una chiusura naturale per un lavoro che tiene insieme, nello stesso gesto, visione artistica, progettazione e pubblicazione. Da una parte c’è la struttura editoriale che accompagna l’uscita, dall’altra il luogo di ricerca in cui questa estetica prende forma e si sviluppa. In mezzo resta il cuore del brano: un oggetto del passato riportato alla vita non come ricordo, ma come impulso sonoro capace di abitare pienamente il presente.

martedì 6 ottobre 2026

DEVYA Returns with Going to Town MKII: A Synth-Pop Manifesto Blending Retro Synthesis, Conceptual Vision, and Global Distribution

DEVYA sets one of its most recognizable trajectories back in motion with Going to Town MKII, a new release that revisits a track originally created years ago through a modern lens. Combining electronic music, emotional tension, and a conceptual vision, the project led by Devis Simonetti returns to forge a direct connection with the audience. A reinterpretation that looks forward In its new form, Going to Town MKII takes off from the original track released in 2013, choosing a different, more defined, and impactful direction. The rhythmic structure has been reimagined with new energy, becoming the driving engine of a track that focuses on impact without losing control. Built into this framework are explicitly 1980s arpeggiators, forming a vibrant and pulsating melodic design fully consistent with the project's synth-pop identity. Shaping the track's character is also a precise sonic choice. The production relies on the combined use of the Novation UltraNova and the legendary Roland D-50, instruments brought together in dialogue to deliver a warm, deep, and instantly recognizable timbre. Here, retro sensibility is not treated as a mere aesthetic reference, but as tangible raw material to be rethought for the present day—achieving a sound that binds analog memory and modern tension together without losing personality. A multi-channel distribution strategy The release takes shape in the Digital 45 format and relies on global distribution via RouteNote. An articulated promotional campaign has been organized around the single to ensure an extended and continuous presence. The plan involves radio broadcasters, web platforms, and TV channels, with an operational scope explicitly targeting Italy and Germany as the primary hubs for the media circulation of this release. At the core of the operation is the direction of DEVYA, a project led by Tuscan producer, composer, and entrepreneur Devis Simonetti. Simonetti is also identified as the CEO and founder of the record label White Dolphin Records and the startup RAMKARD Toys, both credited in the music launch. Alongside these references is the support of Neon Pixel News, within a framework that combines production, artistic vision, and organization under a clearly defined identity. A meaning beyond the musical form The momentum of the track, however, goes beyond its electronic construction. At its center lies an inner tension striving to touch upon something deeper: the hope for a better world and an authentically intense search for truth. For this reason, the piece takes on the profile of a true conceptual manifesto, where lyrics and atmosphere converge to create a space for reflection, inviting listeners to look beyond the immediate and question the meaning of their surroundings. Embedded within this vision is a reference to extraterrestrial phenomenology, interpreted as a metaphor for open-mindedness and the awakening of human consciousness. The journey evoked touches on pivotal dates in ufology: June 24, 1947, with Kenneth Arnold's sighting over Mount Rainier—the event that launched the "flying saucer" phenomenon; July 1947, marked by the Roswell incident; and finally the contemporary era, spanning documented US Navy sightings, including the Nimitz case, up to recent institutional disclosure processes. An already recognized journey in the independent scene The artistic path associated with this track had already left clear marks on the independent scene prior to this new version. In 2015, the track entered the MEI charts among the most broadcast pieces on independent networks, confirming significant airplay. Adding to this accomplishment was its inclusion in Digital Terrestrial TV On Demand programming and consistent presence on indie radio, elements that consolidated its visibility across diverse platforms. Reinforcing that trajectory were victories in several emerging music competitions and placement on various industry compilations. With this release, Devis Simonetti revisits that material and renews its purpose, offering the audience a work that merges content, technique, and passion. It is not merely the return of an existing title, but the reopening of an artistic dialogue seeking an audience with a clearer, more conscious voice. Link Track : White Dolphin Records

domenica 4 ottobre 2026

EVOLUZIONE E QUALITA’: LA BRASERIA AD OSIO SOTTO

 



Il racconto di una cena volta a comprendere l’evoluzione da Steakhouse d’eccellenza a Casa della Frollatura nel locale di Chef Luca Brasi

Milano, 4 Ottobre 2026- Sono circa 15 anni che lo Chef Luca Brasi gestisce con abilità e attenzione a Osio Sotto (vicino a Bergamo) la Braseria, locale che si è affermato come punto di riferimento per la carne di qualità, una Steakhouse d’eccellenza, dove la sostenibilità la fa da padrone.

Dopo aver raggiunto la stella Michelin con la Lucanda nella precedente esperienza, Luca Brasi si è specializzato nel processo naturale di frollatura della carne, giunta a maturazione post-macellazione e fondamentale per migliorarne la tenerezza, digeribilità e il sapore con la tecnica del Dry Aging, che consiste nell’appendere la carne matura in osso in celle refrigerate.

Alla Braseria la frollatura viene applicata su capi bovini di grande pezzatura, come il Wagyu Italiano (45 giorni) e il Bue Grasso Piemontese (60 giorni) e la parola spreco non trova dimora.

Ora, la grande novità de la Braseria è l’evoluzione da Steakhouse di grande livello a una vera Casa della Frollatura, visto che Chef Luca Brasi propone la tecnica del Dry Aging anche al pesce, sempre per esaltarne sapore e consistenza: sapientemente la tecnica viene usata su grandi pesci del Mediterraneo come la Ricciola, l’Ombrina, il Tonno Rosso e lo Spada.

Nel corso di una cena stampa, la Redazione di Borghi d’Europa ha avuto il privilegio di provare alcuni piatti di carne e comprendere la filosofia e l’esperienza di Chef Luca Brasi, che verte assolutamente sulla sostenibilità e la qualità.

A tavola, assaggiati prima la Tartare di bue grasso piemontese con miassa croccante e poi la bresaola di wagyu, grana padano soffiato e grissini fatti in casa, abbinati alla bollicina Cuvee Prestige ed.48 Docg  di Cà del Bosco  (Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco).

 

Poi, il Tataki di wagyu e salsa chimichurri abbinato al Pinot Nero Riserva 2021 Lehmont di Kellerei St. Pauls e il Bao ripieno con pulled Beef, cipolla agrodolce al lampone e salsa BBQ nostrana, abbinato al Rosso del Conte 2019 (62% Nero d’Avola e 38% Perricone) di Tasca d’Almerita.

 

Infine, la ⁠tagliata di coscia di Bue grasso piemontese, e fungo shitake in tempura e la Fracosta di Bue grasso piemontese al BBQ cotta 10 ore al fumo di faggio con rub paprika e cumino, che si sono ben sposati col Valpolicella Superiore Ripasso Doc 2023 di Dal Cero (Corvina, Rondinella e Molinara).

 

Questa cena mirata si è ben conclusa col dolce: una crostatina alla prugna con nocciole e zabaione.

 

Va fatto un plauso a Chef Luca Brasi per la passione, lo studio e la ricerca che fa, privilegiando la qualità della materia e l’approccio etico anti spreco.

 

Così va bene!