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martedì 14 gennaio 2014

Think Agile - metodologia agile che affronta il tema del project management da tre direzioni: filosofia agile, tecniche agili, know-how

Nel mondo delle metodologie agili nasce uno sguardo nuovo.

Think Agile (http://www.thinkagile.it) è una metodologia Agìle per la gestione di progetti che si propone di affrontare il problema da una direzione nuova rispetto alle più diffuse metodologie come SCRUM, Kanban etc.

L’obiettivo di Think Agile è quello di avvicinarsi al concetto origniario di rivoluzione agile. Spesso le tecniche “tradizionali” di agile project management si riducono ad un insieme di tecniche da applicare. Ma queste secondo gli autori non sono sufficienti a garantire il risultato in termini di efficienza ed efficacia che viene promesso.

La filosofia Agile nello sviluppo software, ma ancora prima la Lean production nel manifatturiero e nel terziario, hanno rappresentato un momento di discontinuità rispetto al passato in quanto è stata riportata al centro del lavoro la persona.

Non bisogna quindi guardare in modo sterile alle tecniche, ma allargare la visione per includere anche gli aspetti che riguardano le persone coinvolte nel progetto. Solo così è possibile comprendere perché le tecniche agili funzionano.

Il motore di ogni progetto e di ogni progresso è la persona. La tecnica è uno strumento che in determinate condizioni può risultare più o meno adatto a perseguire un obiettivo. Ma rimane uno strumento nelle mani di chi è in grado con la propria volontà e creatività di realizzare gli obiettivi che si è posto.

Nel metodo Think Agile vengono affrontati tre diversi aspetti riguardanti la gestione progettuale.

In primis la filosofia, intesa come sistema di valori congruenti che il project manager deve abbracciare e far propri per poter gestire il progetto in modo realmente Agile. I valori sono i fari che guidano le decisioni di ogni giorno, sono le convenzioni che ci permettono di dare un valore relativo alle cose e quindi decidere cosa è più importante e cosa meno.

E’ un aspetto intangibile certo, ma ha la capacità di influire sui risultati del progetto più di quanto qualsiasi tecnica possa fare.

Il vantaggio di utilizzare questo sistema di valori è quello di riuscire esaltare le capacità migliori delle persone che lavorano nel progetto: la motivazione, la creatività, la capacità di apprendere, la capacità di lavorare in team, il problem solving e tutte quelle altre peculiarità che permettono alle persone di raggiungere importanti ed a volte inaspettati obiettivi.

Come secondo aspetto vengono trattate dal metodo le tecniche agili che gli autori hanno sperimentato in prima persona per anni nella gestione di svariati progetti. Anche qui però l’approccio utilizzato non è quello tradizionale ma si cerca di dare uno sguardo nuovo a quanto viene presentato. Le tecniche spiegate hanno l’intenzione di essere presentate come strumenti a disposizione di tutti. Per questo si pone l’accento non tanto sul protocollo che da forma allo strumento, quanto sul perché esso risulti utile in determinate condizioni. Viene anche analizzato su quali leve agisce lo strumento per riuscire ad ottenere i risultati.

L’intento è quello di trasmettere non solo la conoscenza delle tecniche ma anche una certa comprensione che permetta a chi vorrà utilizzarle nei prorpi progetti di riuscire ad adattarle e trasformarle a seconda delle condizioni contingenti e dell’obiettivo per cui vengono introdotte.

Infine Think Agile affronta il tema del know-how. E’ noto a tutti che le sole conoscenze acquisite non sono spesso sufficienti a garantire la capacità di ottenere dei risultati. Il processo di apprendimento passa inevitabilmente per la sperimentazione in prima persona fino ad avere un’esperienza che ci renda capaci di modificare la realtà che abbiamo intorno in modo da rendere realizzabili i nostri obiettivi.

Come fare ad esempio a convincere i partecipanti di una riunione che le nostre tesi sono giuste? Come stimare in anticipo i costi di un progetto con precisione?
Sono cose per le quali al di là delle tecniche e delle conoscenze sono necessarie capacità affinate e maturate nel tempo. Nella metodologia vengono quindi presentati esempi e percorsi che possono portarci a migliorare in questi aspetti.

Volendo fare un parallelo con il mondo scolastico è come se gli autori volessero condividere, oltre alle nozioni, un “metodo di studio” che loro hanno utilizzato con successo e gli ha permesso di migliorare nel tempo le proprie capacità.

E’ attualmente in fase di stesura un libro che presenta e spiega questa metodologia. Tutte le novità e le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale http://www.thinkagile.it nel quale è possibile anche iscriversi alla newsletter per ottenere durante la scrittura estratti dei capitoli e sconti eccezionali.

mercoledì 23 ottobre 2013

Think Agile - un libro su una nuova metodologia di project management Agile per chi non si ferma a SCRUM e per i nuovi PM

Think Agile (http://www.thinkagile.it) è un libro che affronta il problema delle tecniche agili da un punto di vista differente rispetto a quanto si è visto finora nella maggior parte delle pubblicazioni. Attualmente è in fase di stesura, ma già disponibile in bozza per chi è interessato a dare feedback sul contenuto.

Spesso infatti le metodologie proposte sono elenchi un po’ sterili di tecniche, sicuramente innovative e che possono portare vantaggio, ma staccate da quello che realmente è la filosofia Agile.
La letteratura poi è quasi esclusivamente anglosassone a volte con la tendenza di ridurre la questione ad elenchi di istruzioni per l’uso. E’ sicuramente un atteggiamento pratico e veloce ma che in un contesto rivoluzionario come quello delle tecniche Agile risulta riduttivo e non inquadrato al centro della questione.

Anche in questo libro vengono esposte delle tecniche validate sul campo, però non come tema centrale, bensì con il ruolo di strumento a disposizione della persona.
Infatti quanto si parla di metodologia agile si parla di una vera rivoluzione copernicana della gestione progettuale, dove l’attenzione si sposta dalle tecniche con cui gestire i progetti e porta al centro la persona, con le sue capacità e la sua intelligenza.

Ecco quindi che nel libro trovano ampio spazio, oltre alla già citata metodologia, la fiolosofia e l’arte del PM, come vengono nominate nei titoli dei capitoli.

La filosofia è intesa come quell’insieme di valori che bisogna abbracciare per gestire un progetto in modo veramente agile; sono questi valori che guidano il project manager nelle scelte di ogni giorno per riuscire a portare a compimento il progetto, al di là delle tecniche che verranno di volta in volta utilizzate.

L’arte del project manager invece rappresenta la capacità di realizzare qualcosa, il saper fare, l’anglosassone know-how. Infatti saper applicare le tecniche che si leggono sui libri o si imparano alle conferenze non è sufficiente a garantire il risultato dei progetti. Servono anche la capacità “intangibili” e difficilmente inquadrabili in una sequenza di passi da compire espressi come checklist. Ad esempio bisogna convincere le persone con cui lavoriamo che le nostre idee sono giuste, sapere per contro ascoltare chi lavora con noi in modo aperto per capire dove stiamo sbagliando, avere la capacità di assumersi dei rischi, ma anche l’intuito per fare in modo che il rischio non sia un azzardo.

Think Agile è un libro rivolto principalmente a due categorie.

Innanzitutto a chi è già esperto di tecnologie Agile ma come l’autore ha l’impressione che non sia sufficiente conoscere cosa sia il Daily meeting o il Pair Programming, e neppure sapere cosa bisogna nel daily o quante ore a settimana è meglio fare il pair programming. In questo caso il libro potrà essere fonte di idee e spunti, oltre che di tecniche, per diventare project manager migliori e soprattutto per continuare a migliorare nel tempo.

In secondo luogo chi è alle prime armi nel lavoro di project management potrà trovare nel libro una visione diversa è vicina alla realtà di cosa serve per fare un buon lavoro. Leggere e padroneggiare SCRUM non è sufficiente, c’è dell’altro che spesso non viene detto perché è difficilmente inquadrabile in semplici punti elenco. Questo libro può aprirci una finestra su questo lato meno appariscente ma importantissimo, invece di apprenderlo sul campo solo attraverso trial & error.

Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.thinkagile.it