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martedì 5 febbraio 2019

Ponte Morandi, da Autostrade per l’Italia i pagamenti per le somme degli espropri

Autostrade per l'Italia comunica in una nota di aver dato il via libera al versamento delle somme da corrispondere agli sfollati per l'acquisto delle loro case in zona rossa.

Autostrade per l'Italia
Ponte Morandi: la nota di Autostrade per l'Italia sui pagamenti per le case degli sfollati

Autostrade per l'Italia dispone il pagamento delle somme necessarie per gli espropri legati alla ricostruzione del Ponte Morandi. Lo comunica la società in una nota: per quanto riguarda invece importi e modalità di erogazione delle somme richieste per i lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi, Autostrade per l'Italia "ritiene opportuno fino al 31 gennaio, termine concesso dal Commissario, approfondire i termini legati agli importi e le modalità di erogazione delle somme richieste per la demolizione e ricostruzione del Ponte, al fine di chiarire all'esito di tali approfondimenti il titolo del pagamento con la coerente documentazione, riservandosi ogni opportuna determinazione".

Autostrade per l'Italia paga gli importi richiesti per gli espropri

"Su richiesta del Commissario Straordinario - si legge nella nota diramata da Autostrade per l'Italia - e ferme restando le riserve espresse nell'ambito della corrispondenza intercorsa con il Commissario stesso e nei ricorsi presentati, è stato disposto il versamento - nella contabilità speciale indicata - degli importi richiesti per il pagamento degli espropri necessari alla ricostruzione del Ponte Morandi". Una notizia attesa da decine di famiglie, ribadita poche ore dopo anche dal Sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione del ponte Morandi Marco Bucci che a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria ha confermato quanto comunicato da Autostrade per l'Italia annunciando che "cominceremo i pagamenti agli sfollati nel giro di due giorni dall'arrivo della somma".

mercoledì 23 gennaio 2019

Ponte Morandi, i reperti a Zurigo: la nota del Consulente Tecnico di Autostrade per l’Italia

Solo lo strallo analizzato a Zurigo era in cattive condizioni, gli altri no: il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia Giuseppe Mancini fa chiarezza in merito alle anticipazioni sulle analisi dei reperti inviati a Zurigo.
Autostrade per l'Italia

Autostrade per l'Italia: le precisazioni del Consulente Tecnico Giuseppe Mancini

La capacità portante del Ponte Morandi, a Genova, era garantita. Lo sostiene Giuseppe Mancini, Ordinario di Tecnica delle costruzioni e Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia in merito a quanto anticipato da alcuni organi di stampa circa le condizioni di un generico o generale 'ammaloramento' del Ponte Morandi. Giuseppe Mancini fa chiarezza e in una nota spiega come i reperti inviati dai periti del gip di Genova a Zurigo siano "solo quelli che presentavano alcuni segni di ossidazione e ammaloramento, a fronte di uno stato complessivo del ponte ben differente". Entrando nello specifico, il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia ha sottolineato inoltre come dei quattro attacchi degli stralli all'antenna, tre fossero in condizioni molto buone: "Solo uno (il reperto 132 inviato a Zurigo) presentava segni di ossidazione non visibili dall'esterno".

Autostrade per l'Italia: Giuseppe Mancini scagiona i tiranti

Nella nota Giuseppe Mancini precisa inoltre che le prove effettuate a Zurigo e le classificazioni sommarie non sono ancora terminate e sono state effettuate solo visivamente. "Lasciano dedurre che, anche tenendo conto dell'ossidazione evidenziata dopo il crollo, la capacità portante fosse comunque garantita" aggiunge il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia: ciò è confermato "dal fatto che un'eventuale perdita di capacità portante degli stralli associata alla progressiva rottura dei cavi avrebbe nel tempo determinato allungamenti degli stralli con un conseguente importante quadro fessurativo, non verificatosi prima del crollo". Il Consulente di Autostrade per l'Italia, Giuseppe Mancini ribadisce quindi quanto già affermato in diverse occasioni: la causa scatenante del crollo non è dovuta al cedimento della testa dello strallo, il cosiddetto reperto 132. Il Professore ha espresso le sue posizioni anche in una lettera pubblicata da "la Repubblica" lo scorso 15 dicembre.