giovedì 9 aprile 2015

L’importanza di un sito internet al giorno d’oggi

Un sito web è ormai una necessità per aziende e per chiunque eserciti un'attività professionale o artigianale. La rete permette di farsi conoscere e dunque di allargare il proprio raggio di azione acquisendo nuovi clienti e allora perché non sfruttare questa possibilità? Un sito internet consente di illustrare le proprie capacità, di parlare dell'esperienza acquisita e dei propri prodotti, prodotti che possono anche essere mostrati e descritti dettagliatamente e di certo la sua efficacia è molto maggiore rispetto a qualsiasi forma di pubblicità. Inoltre, le pagine web hanno un raggio d'azione vasto quanto il mondo, quindi se con le classiche forme pubblicitarie si può raggiungere un platea di potenziali clienti limitata, con un sito non si pongono confini di alcun genere.
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Realizzare un sito web non è però un'operazione che tutti sono in grado di compiere perché occorrono competenze specifiche. Certo si può provare a fare da sé, ma a meno che non si abbiano delle conoscenze approfondite di informatica, grafica e di posizionamento sui motori di ricerca, il risultato che si ottiene sarà decisamente deludente.
Un sito deve avere un aspetto grafico accattivante, di certo nessun internauta si sofferma a esplorare pagine che non presentino alcuna attrattiva e che siano un semplice insieme di parole. Lo scopo è quello di attrarre l'attenzione del lettore e dunque bisogna fare spazio a caratteri grafici che evidenzino i contenuti e dare la giusta importanza alle immagini, che spesso sono più importanti delle parole per illustrare la propria attività. Anche l'impaginazione è di estrema importanza e il sito va strutturato in modo che gli utenti possano trovare subito la risposta alle loro domande. A questo punto appare chiaro che solo le agenzie specializzate nella realizzazione siti web conoscono tutti questi accorgimenti che possono attirare l'attenzione degli internauti, ma non finisce qui.

Si può possedere un bellissimo sito internet, curato nella grafica e di facile fruizione anche per i meno esperti, ma non basta perché l'obiettivo deve essere quello di raggiungere una platea più vasta possibile e ciò è possibile solo con un buon posizionamento sui motori di ricerca. È noto che quando si opera una ricerca su internet ci si limita a visionare solo le prime pagine di risultati forniti dal motore, gran parte degli utenti non va oltre la seconda pagina, quindi per ottenere un'alta visibilità è necessario fare in modo che il proprio sito compaia in una posizione di rilievo quando vengono digitate le parole chiave. Ci si deve perciò affidare a chi conosce tutti i trucchi che riguardano il posizionamento e, in breve tempo, il sito diventerà cliccatissimo.

per info
www.webnet30.com
tel. 335.6408081



mercoledì 8 aprile 2015

SIMONE LAURINO: il giovanissimo cantautore veneto all’esordio con il suo album dal titolo “18”


Dieci tracce originali che, partendo da esperienze personali, raccontano in modo sincero, ironico e attuale il mondo dei diciottenni di oggi alle prese con le loro inquietudini unite alle prospettive grigie di un futuro incerto, ma anche le loro speranze e i loro desideri di ribellione positiva al sistema.


Il disco è stato registrato e mixato negli studi “Sotto il mare Recording” di Luca Tacconi a Povegliano Veronese e masterizzato a Chicago da Carl Saff.
Tutti i brani sono stati scritti, musica e parole, dallo stesso Simone che ne ha curato anche gli arrangiamenti con l’aiuto di Daniele Richiedei, il quale ha anche contribuito nell'arrangiamento degli archi, mentre Leonardo Morelato ha scritto e suonato le parti di pianoforte.


A supporto dell’album è uscito anche il videoclip ufficiale del singolo che ha ottenuto in pochi giorni moltissime visualizzazioni: 



Il video è stato girato con tanti giovani di Bovolone, il paese di residenza di Simone, con la regia del colombiano Andres Duque Elzaar e la direzione artistica di Gustavo Rebonato.


« “18” è nato dall’ingenuità e dalla determinazione della maggiore età.
Il desiderio di diventare un musicista nacque in maniera spontanea e non mento nel dire che capitò in una frazione di secondo, scesi le scale, andai da mia madre e le dissi: “Mamma, ho capito cosa voglio fare della mia vita.”
E “18” vide luce poco tempo dopo, in una calda (ma calda) notte d’agosto del 2013, non riuscivo a prendere sonno, erano probabilmente le due. Mi alzai, presi un blocchetto, un pennarello blu e di getto scrissi su questo blocco a quadretti un grande “18”. Volevo partire da lì, senza un perché, senza troppe spiegazioni.
Capii col tempo che l’album per poter essere completo aveva bisogno di tempo, aveva bisogno di prendere fiato e di respirare.
Un disco alla fine si può benissimo riassociare ad un periodo della tua vita, ma se questo periodo non si completa non puoi pretendere che il disco trovi la sua conclusione.
“18” concluse il suo ciclo di stesura agli inizi di agosto del 2014 (un anno dopo dalla nascita di questa idea), qualche giorno dopo fui bocciato agli esami di recupero della quarta superiore, un senso di libertà in quell’attimo divenne (ridivenne) mio.
Fui molto categorico con i professori quel giorno: “Non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.”
Forse per la citazione Sorrentino sarà contento, credo.»





BIO
Simone Laurino, è un giovane cantautore di 18 anni da Bovolone in provincia di Verona.
Fin da piccolo la musica ha sempre avuto un ruolo importante spingendolo a suonare già dall'età di 6 anni; a 14 anni comincia a scrivere le sue prime canzoni. I suoi brani, composti tutti interamente da lui sia musica che testi, rivelano una notevole sensibilità artistica e il suo timbro vocale caldo risulta piacevole al primo ascolto.
Il 14 aprile 2014 ha pubblicato il suo primo singolo da solista dal titolo "Nemmeno Shakespeare lo sapeva", cui è seguito il videoclip girato negli angoli suggestivi di Verona. Sia il brano che il video hanno ottenuto subito un ampio consenso.
Il 31 maggio è uscito il suo secondo singolo, dal titolo "Sole di domenica". Il 6 Luglio 2014 ha aperto il grande show HARLEKING – RE DEI COLORI al Castello di Salizzole (VR). Apertura ripetuta anche il 27 Settembre 2014 al PalaMuse di Bovolone (VR). Ha inoltre partecipato come ospite al programma di Telearena, "Serie A".
Il 21 dicembre 2014 ha presentato sia con un concerto live che in tv il suo primo album registrato presso il “Sotto il mare Recording studio” che contiene dieci brani inediti interamente scritti arrangiati e cantati da Simone.
Contemporaneamente al cd che si intitola semplicemente 18 (come i suoi anni) è uscito il videoclip del singolo, anche questo intitolato 18 con la regia del colombiano Andres Elzaar . Seguirà un tour nei locali di Verona e dintorni dove Simone oltre a presentare il suo nuovo lavoro, proporrà a modo suo alcune cover famose italiane e internazionali.
E’ considerato dagli addetti ai lavori che hanno avuto modo di ascoltare in anteprima il suo lavoro, una autentica promessa per il cantautorato pop italiano.


Etichetta discografica Simone Laurino



Sito ufficiale:  www.simonelaurino.it



BORGHESE: LA TIPA DI ROCKIT è il primo singolo estratto dal nuovo lavoro in studio della band IN CASO DI PIOGGIA LA RIVOLUZIONE SI FARÀ AL COPERTO



Un'analisi del mondo musicale ma anche di tutta una generazione che continua a fare sogni ingombranti, a prendersi sul serio e a nascondersi, quando invece il proprio tempo pretende il contrario: pragmatismo ad ogni costo, una buona dose di arrivismo e idee semplici da spiattellare in faccia al proprio interlocutore.

Un tipo abbronzato che scende da una Porsche con una t-shirt con la vistosa scritta "Pusher": un vero vincente dei tempi moderni. L'emblema del successo all'età dei cyber-primitivi del terzo millennio: questo lo spunto di vita reale che costituisce la scintilla per "la Tipa di Rockit" il primo singolo di Borghese, la band arrivata al suo secondo lavoro in studio "In caso di pioggia la rivoluzione si farà al coperto". Questo soggetto diventa a sua insaputa il simbolo dell'ostentazione, parodia e metafora di certi rapper tutti catene d'oro e macchine rombanti, naturale contraltare del musicista "intellettualoide" che invece si bea quasi nell'arrivare a pochi, facendosi un vanto di quella che in realtà è la sua sconfitta: il non poter campare della sua arte. Un musicista intellettuale che si auto legittima con pose da rockstar sui social ma che in realtà deve fare un altro lavoro per permettersi la passione della sua vita.
Un musicista che apparentemente ha un'idea su tutto ma che non si espone mai per paura di perdere posizione in quella nicchia che si è grattato con le unghie.
Una generazione di ragazzi in perenne posa da disillusi senza avere avuto mai la possibilità di illudersi, condannata all'austerità anche dei pensieri; una generazione che non capisce che giudicare la propria vita con i parametri dei proprio genitori conduce solo all'infelicità; una generazione che ignora che "la vita è solo la vita, non serve drammatizzarla, tanto nessuno ne uscirà vivo".

ll secondo album di Borghese, quello che accompagna il passaggio da cantautore a band di tutto il gruppo di lavoro che aveva collaborato alla stesura del primo disco. Quello che segna la nascita in Italia di una vera band elettropop. Il disco che leva la maschera al cantautore de "L'educazione delle rockstar" e ne moltiplica per quattro l'identità svelata. Un disco corrosivo e generazionale, intellettuale e irriverente al tempo stesso. Ma anche il primo esperimento di disco "social" come lo definisce Angelo Violante, l'autore di tutti i testi e leader della band: «per più di un anno ho appuntato su un quaderno frasi significative che sentivo dire dalla gente intorno a me, ho infatti raccolto meticolosamente un fiume di pensieri, non miei bensì di altri. Quindi ho scelto a tavolino il tema delle canzoni e ho mescolato tutto, prendendo da quella sorta di libreria costruita da centinaia di frasi i tasselli per creare undici puzzle, ovvero le undici tracce finite alla fine sul disco; ho agito con un cut-up alla maniera degli autori della beat generation e ho dato un senso, accostandole, a frasi estrapolate e rubate da ambiti diversissimi. Ho scritto un disco che non ho scritto io, un disco di cui non sono l'autore ma il regista, un disco che mi appartiene ma di cui una quota appartiene a voi, magari, a vostra insaputa. Un disco in cui si nobilita il concetto di plagio su cui puoi “taggarti se riconosci qualcosa che ti appartiene". »

BIO

«In un paese per tanti decenni così diviso tra sinistra e destra scegliere come nome d'arte "Borghese" doveva avere lo stesso impatto che ebbe Veronica Ciccone quando scelse il suo (in un paese religioso come gli States), decidendo di chiamarsi Madonna. Per mesi infatti la prima domanda che Borghese ha subito dai giornalisti musicali è stata "ma... quindi sei di destra?". La risposta era sempre la stessa: "mi scusi, le risulta che Madonna fosse Vergine quando scelse il suo nome d'arte?". Un modo efficace per esser ricordato, questo giustifica la scelta di un nome d'arte e questo è stato il risultato raggiunto a pieni voti. Niente di più.»

Da questa premessa e da un abbozzo di romanzo mai terminato inizia la collaborazione di Angelo Violante in arte Borghese con la TouchClay Records di Giacomo Pasquali il quale è il primo ad interessarsi agli abbozzi dei suoi testi disinibiti e strampalati.
Nel giugno del 2013 esce “L’Educazione delle rockstar” e il suo primo singolo “Luoghi in comune” che fa 8 mila visualizzazioni su YouTube, seguito dal singolo "Bella ciao" che ha scatenato non poche polemiche che ne fa quasi il doppio; arrivano le recensioni della stampa nazionale tutte positivamente unanimi e concordi nel dire che l’Italia si trova davanti un nuovo modo di intendere il cantautorato rock. Repubblica, Il fatto quotidiano, Il Manifesto, Rockit, Ondarock, Rockol, (solo per citarne alcune) oltre che le principali radio indipendenti del paese ospitano Borghese. Arrivano le richieste dei promoter, arrivano le date dei concerti (quasi 40) in un tour sviluppato su tutto il territorio nazionale. Borghese ha modo inoltre di dividere il palco con Le luci della centrale elettrica, con i Velvet, col Management del dolore post operatorio, coi Nobraino e Giuradei.
Nel 2014 pubblica un ep "Il passato non è più necessario" in cui reinterpreta tre cover affiancato da musicisti del calibro di Giorgio Baldi (produttore e chitarrista di Max Gazzè), Matteo De Simone dei Nadàr Solo (tra le altre cose, la band che accompagna Levante), Gianluca Lusi (uno tra i migliori sax jazz italiani).
Il secondo disco, di prossima pubblicazione, si chiamerà "In caso di pioggia la rivoluzione si farà al coperto" e segnerà il passaggio del marchio Borghese da singolo a band. Il progetto diventerà quindi un percorso comune di tutti i 4 musicisti che avevano collaborato nei precedenti lavori in studio e che ora sono entrati nella composizione e nell'arrangiamento di tutti i brani del nuovo disco, spingendosi più marcatamente in territori elettro e alt pop.
La line up della band al momento: Angelo Violante (voce e synth) Giacomo Pasquali (chitarre e cori) Daniele "Verz" Domenicucci (batteria e programmazione drum-machine) Gianluca Di Toro (basso e cori).

Etichetta: TouchClay Records










Francesca Zizzari 
Tel. 328 4161425

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Impianto fotovoltaico in autoconsumo: scopri tutti i vantaggi!

Nel mondo dell’energia solare si sta sempre più affermando l’esigenza di strutturare l’impianto fotovoltaico in autoconsumo. Cosa vuol dire però avere l’autoconsumo fotovoltaico sia in termini di ingombro che benefici? Il distributore di componenti per impianti ad energie rinnovabili, AS Solar, sul suo sito spiega in poche parole come l’energia solare possa diventare attraverso questo tipo d’impianto la vera fonte di  approvvigionamento di elettricità a basso costo.

Grazie ad un impianto fotovoltaico in autoconsumo è infatti possibile convertire direttamente la radiazione solare e renderla disponibile per le utenze domestiche riducendo in modo sensibile i costi sulla bolletta. Questa fondamentale differenza con i normali impianti solari è data dalla presenza di micro-inverter che permettono di ottenere le massime prestazioni dai pannelli solari e di trasformare in modo sicure e diretto l’irradiazione solare.

Inserendo, quindi, un inverter per autoconsumo fotovoltaico nel proprio impianto solare si ha la possibilità di ridurre il prelievo di energia elettrica dalla rete del gestore e di avere a disposizione una fonte di produzione in casa che durante le ore diurne permette l’autosufficienza andando a ridurre i costi finali proprio perché il fabbisogno si ferma ad uno scaglione più basso.

Altra particolarità per poter rientrare del proprio investimento anche nel breve periodo, come spiega sempre AS Solar, è trovare il giusto compromesso tra la dimensione dell’impianto e il reale fabbisogno di energia andando così ad eliminare eventuali perdite e avendo sempre prestazioni ottimali. Non a caso il distributore di componenti per impianti solari mette a disposizione del cliente un team di esperti tecnici in grado di strutturare nelle dimensioni l’impianto su misura di ogni singola residenza.

Se sei quindi alla ricerca di un modo per risparmiare sulla bolletta dell’energia e vuoi valutare l’installazione di un impianto a fonti rinnovabili, scegli l’autoconsumo fotovoltaico per un investimento efficace sia nel breve che lungo periodo.

martedì 7 aprile 2015

Gestisci al meglio la logistica della tua azienda con le scaffalature metalliche industriali Prismac!


Hai bisogno di organizzare gli spazi del tuo ufficio o della tua azienda nella maniera più efficace possibile? Stai cercando scaffalature metalliche industriali capaci di contenere tutto il materiale del tuo archivio e di donare ai tuoi ambienti un tocco di eleganza in più?


Allora gli scaffali componibili Prismac sono la soluzione che fa per te! Prismac è un’azienda con sede a Cormano, nel milanese, e da molti anni si occupa di progettazione, produzione e installazione di soluzioni per la logistica di magazzini e uffici: le scaffalature metalliche industriali di Prismac sono prodotte per poter sopportare qualsiasi peso e per adattarsi a ogni esigenza di spazio, offrendo in questo modo il massimo della flessibilità e della funzionalità per ogni ambiente.

L’ordine nel catalogare documenti e prodotti è uno dei fattori “nascosti” che stanno alla base della produttività di un’azienda: Prismac lo sa e per questo non solo vende i propri scaffali componibili a prezzi contenuti, ma offre a ogni cliente un servizio di installazione ad hoc che prevede un preventivo sopralluogo sul posto durante il quale i nostri tecnici studiano attentamente gli spazi a disposizione in ottica di un’ottimizzazione efficace degli stessi e per trovare le migliori soluzioni di stoccaggio e logistica per qualsiasi tipo di materiale.

L’offerta di scaffalature metalliche industriali Prismac prevede infatti sistemi modulari, in metallo o altri materiali ultraresistenti, altamente tecnologici e dall’ottima qualità, adatti a ogni esigenza di organizzazione, stoccaggio e movimentazione delle merci: ad esempio le scaffalature portapallet, per gestire in maniera ottimale qualsiasi  prodotto o i sistemi “drive in” che consentono a muletti e macchinari una movimentazione efficace delle merci.

Scopri l’intera gamma di scaffalature componibili Prismac e organizza al meglio gli spazi della tua azienda!

venerdì 3 aprile 2015

Carico camion: Armo propone la piattaforma elevatrice per il tuo business

Talvolta diventa difficile prevedere una rampa di carico per poter agevolare le operazioni di scarico e carico camion. Per poter ovviare a questo problema e garantire l’efficienza nelle operazioni di movimentazione merci, Armo propone la piattaforma elevatrice per il transito del carico e supplire alle situazioni di impedimento date dall’architettura dello spazio.
Pensata per poter sfruttare lo spazio in altezza, la piattaforma elevatrice per il carico del camion si presenta con una struttura a forbice, con dimensioni fino a a 4500 x 2400 mm e con becco di appoggio in versione sia manuale o idraulica a seconda delle esigenze.  Create secondo i più alti standard del settore, con materiali di prima qualità e rispettando le norme di sicurezza imposti dalla Normativa Europea EN1570, le piattaforme elevatrici per il carico possono essere usate sia per le operazioni di scarico del cassone del camion che per gestire container fornendo un utilissimo strumento sia agli addetti alla logistica che agli spedizionieri.
Armo offre, poi, la possibilità di personalizzare la singola piattaforma di carico camion sin dalla fase di progettazione aggiungendo accessori come pulsantiere, protezioni aggiuntive o cancelli a seconda del bisogno specifico dello spazio e del business del cliente. L’azienda di progettazione e produzione di macchine per il sollevamento merci e attrezzature per la logistica si contraddistingue nel settore proprio per la caratteristica di seguire il prodotto dalla progettazione fino alla produzione e collaudo nei propri stabilimenti dando al cliente finale sia la sicurezza di un prodotto di alta qualità che la possibilità di personalizzarlo al massimo.
Armo spa nasce nel 1972 a Collegno con la mission di creare attrezzature per il sollevamento merci e la logistica di grande qualità. Giorno dopo giorno grazie ad un’organizzazione aziendale ottimale, uno staff di comprovati esperti del settore e la vocazione internazionale nonché la continua ricerca della migliore tecnologia del settore, Armo è arrivata ad essere leader nel mercato italiano per la logistica industriale fornendo un portfolio che va dalle piattaforme elevatrici fino ai portoni sezionali industriali e rampe di carico per qualsiasi esigenza.
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giovedì 2 aprile 2015

KARBONICA: “LA TUA RIVOLUZIONE” É IL SECONDO SINGOLO CHE ANTICIPA L'USCITA DEL NUOVO DISCO





Il brano ha una chiara connotazione di protesta, contro quel sistema politico caratterizzato da clientelismo, corruzione e da nuovi rampanti demagoghi sempre pronti a fare grandi promesse agli elettori.


Il pezzo nasce durante la crisi economica degli anni duemila, caratterizzati dall'elevato debito pubblico e dal forte impatto delle scelte della finanza globale sull'economia reale.
Si tratta di un brano rock sorretto dalla ritmica incalzante e da chitarre distorte in perfetta sintonia con lo spirito della canzone, a cui si aggiungono lievi contaminazioni elettroniche, vera grande novità per la band. Nonostante il ruvido impatto sonoro, il brano si distingue per la forte componente melodica, caratteristica tipica dei Karbonica.



Il secondo lavoro dei Karbonica anticipato dai singoli “Quel bisogno che” e “La tua rivoluzione” è un disco rock, registrato in multitraccia a differenza del primo lavoro ripreso live, in cui i testi assumono un ruolo chiave. In questo nuovo disco, anch'esso autoprodotto, la band siciliana ha voluto introdurre suoni acustici, percussioni e una non invasiva elettronica a fare da tappeto su pezzi in cui fanno da padrone le chitarre elettriche. Queste ultime risultano sempre ben evidenti anche nei brani più pop, la sezione ritmica è pomposa, tutte caratteristiche tipiche dei dischi classic rock, genere d'altronde suonato e coverizzato in passato dalla band.
I testi raccontano della crisi economica e delle sue ricadute sociali, non mancano frecciatine al mondo della politica e della finanza. Un brano di protesta che riassume tali temi è “La tua rivoluzione”, pezzo dal forte impatto sonoro e scelto dalla band come secondo singolo.
Tra le 11 tracce del nuovo disco non può mancare una ballad e si parla pure di altri temi di attualità, sentiti particolarmente nel meridione e in Sicilia. A completare il lavoro vi sono alcuni brani dalla connotazione cantautorale che parlano della vita, della musica e del bisogno oggi represso di libertà, che molti di noi si portano dentro.


BIO
I Karbonica sono una rock band siciliana.
La band dopo diverse stagioni passate suonando tra pub e manifestazioni locali, realizza il suo primo EP intitolato “Live in Studio”, pubblicato nell'Aprile del 2012 e contenente sette tracce originali.
In seguito all'uscita di " Live in Studio" la band partecipa a diversi contest musicali regionali, raggiungendo la finale del 14°Lennon Festival e vincendo il Lavica Rock 2012.
Nei mesi successivi i Karbonica sono ospiti di diverse trasmissioni radiofoniche, su tutte spicca quella a “Heatstokes”, programma trasmesso dalla radio Maltese All Rock Radio, che permette per la prima volta alla band, di far ascoltare la propria musica fuori dal confine nazionale.
Nel corso del 2013 la band svolge un'intensa attività live e partecipa ad alcune trasmissioni televisive regionali, tra cui Urbanweek in onda su Antenna Sicilia.
Nella primavera del 2014 la band partecipa alla finale regionale del contest nazionale Rock Targato Italia presso “I Candelai” di Palermo, presentando diversi nuovi brani realizzati nel corso del 2013 e vincendo grazie sia al voto della giuria tecnica che a quello del pubblico.
Il 12 Settembre i Karbonica disputano la finale nazionale di Rock Targato Italia, vincendo il Premio Speciale del Web e venendo così inclusi tra i 9 artisti presenti nella compilation del contest.
La band nel corso del 2014 completa gli arrangiamenti delle tracce del secondo disco, programmando l'uscita dello stesso entro il 2015. Il 4 novembre 2014 viene pubblicato il primo singolo estratto dal nuovo lavoro in uscita e il primo videoclip; il brano entra subito nella Indie Music Like del MEI e a distanza di tre mesi raggiunge il 48°posto. Il brano dal titolo “Quel bisogno che” viene recensito dalla nota rivista Marie Claire e viene trasmesso da oltre un migliaio di radio italiane.
I Karbonica sono Riccardo Trovato (voce), Herry Found (batteria), Giuseppe Puglisi (basso), Marco Miceli (chitarra) e Giuseppe Pecci (chitarra).


















Francesca Zizzari 

francesca@laltoparlante.it - tel. 328 4161425