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mercoledì 8 novembre 2023

Ripartizione delle spese dell'acqua nel condominio: cosa sapere

 


La convivenza in un condominio è sempre una situazione spinosa che richiede compromessi, vediamo assieme come si effettua la ripartizione delle spese per la bolletta idrica nel condominio, sia per gli appartamenti, che per le parti comuni.

Consumi del condominio e costi

Un condominio ha tutta una serie di spese indispensabili alla sua gestione, ad esempio quelle per i servizi di pulizia, l'energia elettrica o la manutenzione degli impianti; i contratti con i fornitori saranno stipulati dall'amministratore e starà poi ai condomini ripartire il totale tra loro. Si tratta delle famose (o famigerate) spese condominiali che tutti dobbiamo versare.

La ripartizione delle spese tra i condomini, quindi, è una delle operazioni che è necessario effettuare. Ha cadenza annuale e serve per garantire una convivenza civile nell'edificio.

Soprattutto per quanto riguarda il consumo dell'acqua, occorre avere bene presente quali sono le norme che la legislazione italiana stabilisce in merito e come vengono conteggiati i costi. Queste regole saranno valide sia per il consumo di acqua alimentare e sanitaria, che per quello dell'acqua destinata al riscaldamento.

Queste sono a disposizione dei condomini direttamente nelle loro abitazioni, un discorso a parte andrà fatto per l'acqua destinata alle parti comuni dell'edificio (che servirà, ad esempio per la pulizia delle scale o per innaffiare il giardino).

Divisione delle bollette per l'acqua condominiale

Partiamo da quest'ultimo caso che è il più semplice e quello che può essere presentato con più rapidità. La bolletta dell'acqua che viene utilizzata nelle parti comuni dell'edificio sarà ripartita tra i condomini a seconda dei millesimi di proprietà.

Per ripartizione dell'acqua in millesimi, si intende che ognuno paga in base alla dimensione del proprio appartamento: l'amministratore suddivide la spesa in base ai millesimi segnati nella tabella apposita allegata al regolamento del condominio. Si tratta del metodo approvato dall'Articolo 1123 del Codice Civile, il regolamento può comunque prevedere un differente sistema di calcolo, se approvato all'unanimità da tutti i condomini.

Ripartizione spese per l'acqua sanitaria

Per acqua sanitaria o alimentare si intende l'acqua che scorre fino ai rubinetti del nostro appartamento, grazie all'opera delle pompe di sollevamento acqua condominiali, e che utilizziamo per bere, cucinare o lavare. Quando si parla di consumi legati agli appartamenti di proprietà, la regola è quella di cercare di conteggiare le spese nel modo più esatto possibile.

In questa ottica, avere un contatore individuale che calcoli i consumi è la soluzione migliore; il contatore permette di segnalare con esattezza il consumo effettuato in ciascuna unità abitativa. Addirittura, in caso di abitazioni con riscaldamento autonomo, sarà possibile utilizzare un unico contatore.

Se non sono presenti contatori individuali, torna in ballo l'articolo 1123 che stabilisce che le spese per le risorse siano “ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne". Di solito questo significa la divisione in millesimi perchè presuppongono un nucleo familiare più numeroso. Un terzo sistema di conteggio delle spese, in base alle "teste", permetterebbe la suddivisione in base alle persone che effettivamente abitano nella proprietà, ma è attuabile solo in caso di unanimità tra i condomini.

Ripartizione delle spese di riscaldamento

In mancanza del riscaldamento autonomo, sarà presente un contatore dedicato al riscaldamento. Questo terrà conto dei consumi dell'acqua calda prodotta nella caldaia condominiale. La presenza di questo contatore nei condomini è divenuta obbligatoria con l’entrata in vigore del Dlgs 102/2014, che attua la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

La normativa impone anche la presenza di sotto contatori per i singoli appartamenti in grado di calcolare l'effettivo consumo di acqua. Solo un tecnico può certificare se esistono delle condizioni per cui non è possibile installare tali contatori. In questo caso si deve provvedere all'installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali.

Ricordiamoci sempre che la qualità dell'acqua del condominio, permette di ridurre le spese e ottimizzare i consumi.

giovedì 16 febbraio 2023

Cosa è una elettropompa e come funziona?

 


L'elettropompa è uno strumento importante, utile in diversi aspetti della nostra vita quotidiana, soprattutto per il comfort della nostra abitazione. Vediamo assieme come.

Lo spostamento dei fluidi

Una pompa è uno strumento progettato per lo spostamento dei liquidi, va da sè che si tratta di uno strumento di primaria importanza per la nostra vita quotidiana. Una pompa idraulica è composta da un dispositivo chiuso con un condotto di aspirazione e uno di mandata; uno strumento in grado di spostare liquidi sia orizzontalmente che verticalmente e i valori che ne determinano le prestazioni sono la portata e la prevalenza.

La portata è la misura della quantità di liquido che la pompa è in grado di spostare; è una misura espressa in unità volumetrica per unità di tempo e il suo valore è in litri al minuto o metri cubi all'ora.

La prevalenza di una pompa è il livello massimo che è in gradi di far superare al liquido; questo quantitativo è espresso in metri.

Le pompe idrauliche si differenziano anche, le une dalle altre, per la forza motrice che alimenta il loro cuore meccanico.

I vantaggi di una elettropompa

Le tecnologie moderne hanno portato all'utilizzo dell'energia elettrica come principale fonte di alimentazione per questi strumenti. Le elettropompe moderne sono un aiuto per differenti settori: dall'agricoltura, all'industria petrolifera, a quella meccanica, queste pompe in grado di spostare grandi quantità d'acqua sono davvero indispensabili.

Le principali funzioni di questo tipo di strumenti sono di recuperare acqua dai pozzi, di permettere la circolazione dei liquidi nelle tubazioni, di permettere il ricircolo e la pulizia dell'acqua, la desalinizzazione dell'acqua e la sua circolazione dalle case alle differenti abitazioni.

Una elettropompa è uno strumento utile sia nel campo industriale che in quello domestico, come le pompe elettroniche per il sollevamento acqua impiegate nei condomini o nelle abitazioni.

Le diverse tipologie di elettropompa

Esistono differenti tipi di elettropompa, ognuna di loro adatta ad un differente tipo di utilizzo, di seguito andremo ad elencare i principali modelli esistenti e le loro funzioni. Innanzitutto le elettropompe possono essere sommerse o di superfice, a seconda che siano immerse nel liquido da prelevare o lo attingano tramite il condotto di aspirazione. Quindi abbiamo:

La pompa centrifuga

Questo tipo particolare di elettropompa è utilizzata per conferire all'acqua una maggiore pressione. Si utilizza per portare o prelevare l'acqua dai serbatoi e per l'alimentazione di un'autoclave, per gli impianti di lavaggio a pressione e per il riempimento di vasche e piscine. La pompa centrifuga serve anche per l'irrigazione e per tutte quelle esigenze legate allo spostamento in piano o alla pressurizzazione. Di solito si installa ad una altezza simile a quella del punto di prelievo e dei punti di erogazione.

La pompa sommersa

Usata generalmente per l'estrazione e il pompaggio dal sottosuolo. Questo strumento consente di conferire pressione in uscita in modo da alimentare una colonna d’acqua in senso verticale. È dotata di un motore a tenuta stagna che permette la loro installazione in un liquido, anche a profondità notevoli, ad esempio elettropompe sommerse possono essere installate nei pozzi a un'altezza inferiore rispetto a quella del ponto di erogazione.

La pompa autoadescante

Le elettropompe denominate "autoadescanti" uniscono le funzioni di pompe centrifughe e sommerse, questo perchè la loro funzione è di estrarre i liquidi dal sottosuolo e conferirgli pressione in uscita. Generalmente sono installate in prossimità di un pozzo e alimentano una colonna d'acqua in senso verticale.

La pompa sommergibile

Questo modello si usa per l'estrazione e il pompaggio di liquido dalle vasche o dalle piscine. Sono anche utilizzate frequentemente per ripulire gli ambienti allagati dall'acqua o per svuotare i pozzi neri. Una pompa sommergibile è a tenuta stagna come una pompa sommersa e agisce in modo simile: immergendola nel liquido da pompare. Può essere predisposta sia per l'aspirazione delle acque chiare che per le acque sporche o luride.

Conclusioni sul funzionamento dell'elettropompa

Come anticipato, ogni elettropompa è caratterizzata da una finalità ben precisa, quindi, quando procediamo a sceglierne una, oltre ai valori di portata e prevalenza, pensiamo a cosa potrà servirci.

Un altro aspetto da considerare nella scelta è la rumorosità della pompa, legata al numero delle giranti. Maggiore è il loro numero, minore è la velocità a cui devono girare e, di conseguenza, minore sarà il rumore prodotto. I materiali di costruzione sono anche importanti: acciaio inox per i giranti e ghisa per il corpo della pompa.

Per le varie necessità sia domestiche che industriali, è sempre bene rivolgersi ad una azienda specializzata nella movimentazione acqua che possa prestarvi la propria esperienza.

lunedì 12 dicembre 2022

Mancanza di pressione dell'acqua nel condominio, che fare?

 


Chi abita ai piani alti di un condominio o lavora in un palazzo alto può rendersi conto di come la pressione dell'acqua possa venire a mancare. Perchè succede questo? E soprattutto... come rimediare?

Poca pressione? Non un problema minore

La pressione dell'acqua che esce dai rubinetti di casa è il metro dello stato di salute del nostro impianto. Pressione e portata sono le tue misurazioni su cui si basa la costruzione degli acquedotti, dall'antichità fino ai giorni nostri e fino agli impianti delle nostre abitazioni.

La portata è la misura della quantità di acqua che scorre nella tubatura in un secondo, la pressione, invece, misura la forza con cui questa fluisce. La pressione, quindi, influenza anche la portata; se la pressione è troppo bassa il nostro getto d'acqua si trasformerà in rivolo scadente anche se il miscelatore è aperto al massimo.

Il problema di pressione dell'acqua può influenzare sia l'acqua fredda che quella calda, può ridurre il getto della nostra doccia e prosciugare i rubinetti del nostro bagno o della nostra cucina. Un problema non indifferente che può minare seriamente il confort della nostra casa.

Quanto deve essere la pressione dell'acqua nel condominio?

Solitamente il valore medio della pressione per l'acqua negli appartamenti e nelle case deve essere compreso tra 1,5 e 3 Bar. Si tratta del range corretto per garantire il giusto funzionamento di ogni rubinetto, e, di conseguenza, di tutti gli elettrodomestici collegati all'acqua corrente, come lavatrici, lavastoviglie e caldaie.

Un metodo per capirne l'effettivo valore è utilizzare un misuratore di pressione dei fluidi, come un manometro, per effettuare la registrazione dei vari rubinetti di casa.

Poca pressione dell'acqua: effettuiamo una analisi preliminare

Quando verifichiamo un calo nella pressione del flusso dell'acqua nella nostra abitazione le cause possono essere differenti. Prima di tutto ci potrebbe essere un problema con il servizio erogato dall'acquedotto, ad esempio una riduzione dovuta a un problema temporaneo. Se questo è il caso possiamo solo aspettare e rivolgerci al nostro fornitore.

Differente è la questione se il problema è legato al nostro impianto condominiale. In questo caso il motivo potrebbe essere una perdita nell'impianto o l'ostruzione dei tubi causata da calcare. Anche la parziale chiusura della valvola principale o un rubinetto bloccato possono provocare perdita di pressione.

Un problema di spinta

Ma, molto spesso, si tratta di un problema legato all'utilizzo dell'acqua da parte di più utenze contemporaneamente; in questo caso noteremo un calo durante la giornata ad orari specifici. Molto spesso il sistema non è adeguato a soddisfare il bisogno di nuclei abitativi sempre più esigenti.

Questo problema è riscontrabile più facilmente ai piani alti: fisiologicamente l'acqua deve essere spinta per servire gli impianti di un appartamento al settimo piano o una casa in collina, ma la spinta è insufficiente per erogarla nel migliore dei modi.

Possibili soluzioni al problema della pressione dell'acqua

Innanzitutto è bene analizzare le varie situazioni per trovare la soluzione migliore. Per questo, in presenza di problemi con il nostro impianto, è sempre bene consultare una azienda esperta nell'installazione e manutenzione di impianti idraulici.

Come prima cosa, controlliamo i nostri rubinetti: è importante che gli erogatori non siano ostruiti, si può andare a smontarli e effettuare la pulizia con acqua e aceto per vedere se il problema si risolve.

Controlliamo che la valvola principale dell'acqua sia correttamente aperta. Se riscontriamo continui consumi d'acqua anche chiudendo tutti i rubinetti è possibile che ci troviamo di fronte a una perdita, in questo caso possiamo rivolgerci al nostro idraulico di fiducia.

In casi più gravi può essere necessario effettuare una pulizia delle tubature e della caldaia per eliminare eventuali incrostazioni di calcare. Per risolvere è possibile installare un addolcitore d'acqua condominiale o per il proprio appartamento in grado di ridurre i sedimenti presenti nell'acqua che circola nelle nostre tubature.

Cosa è una pompa elettronica di sollevamento?

Se nessuna di queste soluzioni ha effetto e la pressione dell'acqua nel nostro appartamento all'ultimo piano è ancora vergognosa, allora potrebbe essere necessario potenziare la pompa di sollevamento.

Questa permette di spingere l'acqua verso l'alto in modo che raggiunga tutti gli appartamenti dell'edificio e che scorra dai rubinetti tutta con una pressione adeguata. Installare e manutenere una pompa elettronica per il sollevamento acqua garantisce un sistema sempre in perfetta efficienza.

Una pompa elettronica (o elettropompa) dotata di un inverter, è uno strumento di nuova generazione che si attiva automaticamente per fornire la giunta spinta all'acqua nel vostro condominio.

venerdì 25 marzo 2022

Gestione dei guasti nelle tubature d’acqua


L'acqua è un elemento fondamentale per la sopravvivenza dell'essere umano, così importante e presente che a volte ne dimentichiamo l'importanza e la trascuriamo.

È per questo motivo che quando si presenta un guasto all’impianto e l’acqua non arriva più in casa non sappiamo cosa fare, e solitamente decidiamo di chiamare un servizio di pronto intervento 24.

L’ideale sarebbe quello di mantenere sempre in perfetto stato sia le tubature del condominio che quelle pubbliche che vanno dalla centrale fino al tratto finale che poi giunge in casa.

Questo obiettivo non è un compito facile e per avere una corretta gestione e conservazione dell'acqua, e talvolta è necessario infatti apportare modifiche e riparazioni alle condutture cittadine per garantire un uso e una distribuzione ottimale dell'acqua, oltre che a cercare di distribuire l'acqua proprio in tutte le zone del Paese.

Quindi, per far sì che l'acqua raggiunga le case e gli edifici delle città, deve subire un lungo processo di trasformazione in cui essa viene raccolta e convogliata, quindi passa attraverso filtri che la depurano e la lavorano affinchè sia consumabile dalla popolazione, dunque ai fini alimentari.

Una volta terminato questo processo di purificazione, l’acqua viene trasportata dalle tubazioni a casa nostra. Naturalmente, questo processo è complesso e richiede manutenzione, soprattutto se si verifica un guasto o un problema. In quel caso esso deve essere risolto rapidamente, altrimenti una zona e persino intere città potrebbero essere interessate e rimanere temporaneamente senza acqua. 

Molte volte, quando si eseguono queste riparazioni e manutenzioni sulle tubazioni e sull'impianto dell'acqua potabile, è prima necessario interromperne l'erogazione in una delle aree interessate o nelle aree che utilizzano le tubazioni in questione. Generalmente, in primo luogo, viene lanciato un avviso alle aree che saranno prive di acqua in modo che possano essere presi i provvedimenti necessari.

È importante capire che questi tagli dell’erogazione avvengono per un beneficio maggiore ed è solo temporaneo, grazie a questi accorgimenti possiamo continuare ad ottenere acqua pulita e potabile nelle nostre case. Tuttavia, quando ciò accade, ti sei mai chiesto cosa succede ai tubi quando finisce l'acqua? Se non c'è passaggio d'acqua, cosa c'è allora nei tubi?

Quando si verificano questi tagli, i tubi diventano vuoti, ciò che li occupa è solo aria. Al termine del taglio dell’erogazione e una volta risolto il problema o effettuata la riparazione, l'acqua rifluisce spingendo l’ aria, che cerca una via d'uscita fin quando non la trova.

mercoledì 26 novembre 2014

Il rubinetto nella storia, fra Design e Comodità

In quest’articolo andremo a trattare tutti gli aspetti storici legati al rubinetto, un complemento fondamentale per la utilizzo di quello che è, come abbiamo avuto modo di affermare a più riprese l'elemento base della vita, tratteremo degli usi e dei costumi che nel tempo hanno mutato il connubio acqua uomo.
Partiremo approfondendo alcuni aneddoti che hanno caratterizzato le varie epoche per poi passare ad analizzare, tappa per tappa, l'evoluzione avvenuta attraverso le civiltà del passato.
I primi a produrre dei rudimentali tipi di rubinetto furono sicuramente i cretesi, alla scomparsa della loro cultura e con il passaggio del testimone ai greci cominciò una rubinetteria vera e propria; giacché si trattava di organi in metallo prodotti con passaggi metallurgici e montati con accorgimenti meccanici.
Pare che si trattasse di rubinetti in bronzo e oltre al tipo maschio cilindrico, che costituiva la soluzione tecnica e concettuale più pragmatica, sia dal punto di vista costruttivo che funzionale, fosse applicato anche qualche tipo di saracinesca.
I primi rubinetti come noi li conosciamo, rubinetti design e stile italiano, sono stati le “valvulae” di epoca romana, si trattava di rubinetti di tipo a maschio in cui la rotazione di un cilindro bucato permetteva o impediva il passaggio dell’acqua. Con il tempo e con lo sviluppo degli acquedotti che iniziarono a rifornire la sempre più numerosa popolazione delle città, iniziò a svilupparsi una considerevole attività industriale legata alla produzione di rubinetti, oltre che di vasche. stufe per riscaldare l'acqua ecc.
Già in epoca romana iniziarono a fare la loro comparsa i primi tipi di “miscelatori” con cui si poteva avere erogata acqua fredda o in alternativa calda, la miscelazione dell'acqua alla temperatura ottimale era fatta in una vasca sottostante mentre dalla vasca l'acqua usciva o fredda o bollente.
Con la caduta dell'impero romano e il conseguente declino della rete idrica non più mantenuta in epoca medievale e moderna i rubinetti avevano la funzione principalmente di regolazione del flusso dell'acqua da recipienti. Si trattava ancora di rubinetti di tipo a maschio cilindrico ma le dimensioni solitamente erano ridotte; essi, infatti, erano applicati a piccoli recipienti di legno o metallo sospesi oppure trasportabili a seconda delle funzioni e necessità.
Sovente, nelle chiese di maggiore importanza, erano poste delle vasche con due rubinetti per usi liturgici oppure venivano applicati a grandi botti per il vino e la birra, i rubinetti in questi casi potevano raggiungere dimensioni considerevoli.
Per l'introduzione del primo rubinetto a vite bisognerà aspettare il 1800 e la sua invenzione è attribuita a un mercante inglese di ferramenta Thomas Grill, con esso fu per la prima volta possibile graduare il flusso dell'acqua.
Questo sistema è in uso tuttora e trovò largo utilizzo sopratutto con l'allacciamento delle abitazioni nuovamente a una rete idrica di distribuzione dell' acqua sana e pura che ne esaltava le prestazioni trattandosi di flussi sotto pressione.
Nella seconda metà del 1900 iniziò inoltre la commercializzazione dei miscelatori monocomando a dischi ceramici, in precedenza erano in uso e commercializzati miscelatori termostatici basati su tecnologie meccaniche diverse, ad ogni modo, il rubinetto a vite e quello a maschio non sono mai stati soppiantati dal miscelatore monocomando a dischi ceramici, anzi il sistema a maschio è stato perfezionato nelle forme del maschio conico o a sfera e trova ancora largo impiego in ambito enologico e in varie applicazioni delle valvole per gli impianti di distribuzione per gas e liquidi di vario genere.